"Mi manca, manca ai suoi figli, ai nipoti... credo che manchi a tutti gli italiani. Però con una particolarità: lui manca, ma c'è ancora". Paolo Berlusconi, parlando con il Tg1, ricorda così il fratello Silvio scomparso tre anni fa. "Silvio era un visionario, più che sulla realtà si basava sull'utopia. Ha sempre cercato di realizzarle e in tutti i campi ci è riuscito", ha sentenziato con un riferimento implicito alla nascita di Mediaset e di Forza Italia, ma anche ai successi da presidente del Milan.
"Mi piacerebbe fosse ricordato soprattutto per i suoi rapporti internazionali, perché secondo me lui è stato apostolo della pace, della democrazia e della amicizia tra i popoli”, ha aggiunto Paolo Berlusconi riferendosi agli anni in cui il fratelli è stato presidente del Consiglio, a tutt’oggi ancora il premier che è rimasto più a lungo a Palazzo Chigi.
“Credo che la fine della guerra fredda, con la stretta di mano tra Putin e Bush, ne sia un esempio molto valido, ha detto il fratello Paolo.
Sull'ultima archiviazione dell'inchiesta sui rapporti con la mafia, invece, ha detto: “Basta! Siamo stati ancora archiviati per le stragi di Capaci... ma le sembra possibile che possa esserci una accusa così infamante per un uomo che aveva come suo credo l'amore?".