Niente intelligenza artificiale in campagna elettorale: è questo l’appello che Elly Schlein ha fatto a Giorgia Meloni dalle pagine del Foglio e che il presidente del Consiglio ha accolto. “In vista della campagna elettorale tutte le forze politiche dovrebbero impegnarsi a non usare l’AI per attribuire agli avversari parole o fatti inventati”, ha dichiarato Schlein, sottoscrivendo tutto ciò che ha detto Papa Leone XIV e si dice convinta che, con le giuste regole e la giusta prudenza, “l’Italia possa trovare delle chiavi giuste per costruire un percorso fatto di crescita, di produttività, di opportunità”.
La premier non si è tirata indietro e, sempre al Foglio, ha dichiarato: “È un tema che ho posto prima di tutti: sono d’accordo”. La stessa presidente del Consiglio, nel maggio del 2026 definì i deepfake strumenti pericolosi perché capaci di “ingannare, manipolare e colpire chiunque”, concetto poi ribadito lo scorso 2 luglio al congresso della Uil. Nel frattempo, giovedì prossimo, il Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione, presieduto dalla vicepresidente della Camera dei deputati Anna Ascani, avvierà l’esame delle linee guida rivolte ai deputati per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito parlamentare. Il documento, frutto delle esperienze già maturate da alcuni Parlamenti in ambito internazionale, intende offrire indicazioni e suggerimenti per un uso responsabile, consapevole e sicuro degli strumenti di intelligenza artificiale. Le linee guida si ispirano, in particolare, all’esigenza di garantire la tutela delle informazioni, la trasparenza nell’impiego delle tecnologie e la piena responsabilità dell’utilizzatore, tenendo conto delle specificità dell’attività parlamentare.
Troppo spesso in questi anni ci sono stati casi in cui anche i parlamentari e gli esponenti politici di ogni ordine e grado si sono fatti prendere la mano dall’Intelligenza artificiale, traendo in inganno gli elettori. Esempi di immagini ritoccate, audio manipolati o dichiarazioni del tutto apocrife hanno dimostrato quanto il confine tra propaganda legittima e disinformazione programmata possa diventare sottile. In questo scenario, l’intesa ideale siglata tra maggioranza e opposizione rappresenta un segnale di maturità istituzionale indispensabile per tutelare il dibattito pubblico e la trasparenza del confronto democratico
