Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:41
Interni

Pd e Vannacci insieme nel Cuneese: aveva ragione Giorgia

Il sindaco passa a Futuro Nazionale e il segretario di zona Dem resta nella maggioranza

Vannacci: "Il femminicidio non esiste, uomini e donne sono uguali"

Nel Cuneese, a Roccavione, la divisione destra e sinistra sembra fermarsi davanti alla porta del municipio. Fuori dal Comune, Pd e Futuro Nazionale rappresentano due mondi politici difficilmente conciliabili. Dentro, siedono dalla stessa parte del tavolo e continuano ad amministrare insieme. Il paradosso nasce dalla scelta del sindaco Paolo Giraudo, che ha aderito al movimento di Vannacci. Eppure nella maggioranza che sostiene Giraudo resta Matteo Giordano, consigliere comunale e segretario della zona del Pd. Nessuna rottura: il rappresentante dem continua a governare insieme al sindaco che ha scelto Vannacci.

Secondo fonti del Giornale, è proprio questo il punto politico della vicenda: «Sono liste civiche», è la giustificazione. Ma quando il sindaco aderisce formalmente a un movimento politico, ne assume la collocazione e diventa un riferimento territoriale di Vannacci. Anche perché Futuro Nazionale non è una sigla senza contenuti. Il programma mette al centro sovranità nazionale, identità e tradizione, famiglia naturale e sicurezza, con una linea dura sull’immigrazione irregolare e sulla cosiddetta remigrazione. Il movimento punta inoltre a ridiscutere il rapporto con l’Unione europea e l’attuale assetto dell’euro. Il caso assume un significato ancora maggiore alla luce del dibattito nazionale sul generale. Giorgia Meloni ha sostenuto che Futuro Nazionale sarebbe un’operazione costruita per favorire la sinistra. Vannacci ha replicato sui social: «Prima eravamo marginali. Poi siamo diventati una meteora... Adesso improvvisamente la presidente del Consiglio sente il bisogno di spiegare agli italiani che Futuro nazionale sarebbe addirittura un’operazione costruita per favorire la sinistra». E ancora: «Ci hanno deriso. Ci hanno insultato. Hanno provato a ignorarci. Adesso cercano di fermarci».

A Roccavione, intanto, il cortocircuito resta tutto politico oltre amministrativo. E diventa più evidente guardando alla Provincia. Il Pd aveva scelto di sfilarsi dalla maggioranza per marcare le distanze dal centrodestra. «Il segretario provinciale del Pd di fatto battezza questa alleanza», osservano le fonti del Giornale. Roccavione diventa così un piccolo laboratorio politico.

A Roma il confine tra destra e sinistra continua a essere il terreno dello scontro. Nel Cuneese, invece, quel confine sembra essersi fermato sulla soglia del municipio.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.