Il Pd sceglie Epifani come traghettatore

Trovata "ampia convergenza" sull'ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani, che dovrà traghettare il partito verso il congresso

Il Pd sceglie Epifani come traghettatore

Sarà che la figura del traghettatore viene inconsciamente associata a quella mitologica di Caronte (che trasportava le anime dei morti da una riva all'altra del fiume Acheronte), ma è indubbio che al netto di ogni dietrologia nessuno vuol fare lo psicopompo del Pd.

Serve un nome di garanzia che all’assemblea di sabato prossimo venga eletto segretario con una larga maggioranza e che porti il partito fino al congresso. Al momento però sono più le defezioni e le ritirate. Non si fa avanti nessuno e permangono due linee antitetiche all'interno del Pd: da un lato quella che vorrebbe affidarsi a un esponente di grande esperienza (e qui in pole c'è sicuramente Anna Finocchiaro, seguita da Piero Fassino), dall'altro quella in salsa rottamatoria che vorrebbe l'elezione di un giovane di nuova generazione.

Si parlava di Roberto Speranza, bersaniano, capogruppo alla Camera, ma lui stesso oggi ha precisato di non aver altre ambizioni e ha avvertito che "è sbagliato partire con un balletto di nomi" e che "se il dibattito congressuale diventasse solo una conta, commetteremmo un errore non recuperabile". Se tramontasse il progetto Speranza, si potrebbe puntare a giovani segretari regionali come quello lombardo Maurizio Martina, bersaniano, o quello campano Enzo Amendola, dalemiano.

Alla fine però nel tardo pomeriggio di oggi è stata chiusa l’intesa sul nome di Guglielmo Epifani come "traghettatore" del Pd verso il congresso. Manca ancora il via libera definitivo alla proposta che sarà fatta all’assemblea di domani. E, naturalmente, non è sicuro che alla conta il partito si spacchi come già successo in passato. Tuttavia, il gruppo dirigente del Pd sembra aver scelto la linea del passato, rifugiandosi e consegnandosi nelle mani della Cgil.

Intanto alla vigilia dell'assemblea il rischio caos è dietro l'angolo. Domani saranno presenti anche i giovani di OccupyPd, la rete che ha occupato circoli e sedi del partito durante l'elezione del presidente della Repubblica. Inoltre l'assemblea potrebbe infiammarsi sul documento che Laura Puppato presenterà e che rivendica "autonomia legislativa" di deputati e senatori andando contro le larghe intese. Ci sarà poi il malumore dei giovani turchi. "Se cerchiamo di traghettare nella nuova fase gli equilibri della vecchia facciamo un danno al Pd e al paese", ha tuonato Matteo Orfini, molto critico nei confronti di Bersani.

Chi vorrà candidarsi sabato dovrà raccogliere 75 firme. Potrebbe farlo Goffredo Bettini, che ha proposto l'idea di un nuovo partito a sinistra, che potrebbe chiamarsi "Il Campo", "proprio per dare l'idea di una cosa nuova e aperta". Come aggiungere confusione a un quadro già complesso.

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