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"Pressioni da Macron e Merkel per Draghi...". La rivelazione di Salvini

Nel suo nuovo libro, Controvento, il leader della Lega svela i tentativi di Parigi e Berlino per evitare le urne

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Francia e Germania hanno sempre avuto il vizietto di interferire nella politica italiana. Dichiarazioni, voci, se non interventi a gamba tesa. L'ultimo tentativo è stato raccontato da Matteo Salvini nel suo nuovo libro, Controvento, in uscita a fine mese per Piemme: nel luglio del 2022, Emmanuel Macron e Angela Merkel provarono a evitare la crisi del governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi e quindi il ritorno alle urne degli italiani. Un'anticipazione destinata a riaccendere il dibattito, considerando il contenuto delle rivelazioni del vicepremier.

Secondo quanto ricostruito dal segretario federale della Lega, Macron e Merkel le hanno provate tutte pur di tenere Draghi a Palazzo Chigi, fino a chiamare Silvio Berlusconi per convincerlo a sostenere l'ex presidente della Banca centrale europea. Ma non solo. Salvini venne contattato dall'Eliseo per ben due volte. Tentativi vani, il resto è storia: il 21 luglio le dimissioni di Draghi furono accolte dal presidente Sergio Mattarella. Il leghista, inoltre, ha evidenziato che l’attuale governo Meloni è figlio della compattezza e della determinazione di Lega e Forza Italia che non cedettero alle pressioni. Nemmeno a quelle internazionali.

"Il premier, polemico, chiese al Parlamento la conferma della fiducia. E il centrodestra si rese disponibile a concederla a patto di non essere più ostaggi dei continuino e dei boicottaggi dei 5 Stelle. Seguirono ore di trattative febbrili, con interventi anche dall'estero", la ricostruzione di Salvini della caduta del governo Draghi: "Il presidente francese Emmanuel Macron auspicò che il governo Draghi potesse continuare. Cercò Berlusconi e anche me. Due volte. La segreteria del capo dell'Eliseo contattò il mio capo segreteria, attraverso l'ambasciatore francese in Italia, per preannunciarmi una chiamata" che poi non si concretizzò per motivi logistici.

Nel suo racconto, Salvini ha evidenziato che il presidente francese si confrontò con il Cavaliere, che però tenne il punto. Stesso discorso con Berlino e con il tentativo della Merkel di perorare la causa di Draghi.

"Il Cavaliere era però convinto come me che il centrodestra dovesse tenere il punto", ha rimarcato Salvini, in riferimento al bivio tra ritorno alle urne o un governo Draghi senza il Movimento 5 Stelle: "In quelle ore concitate, alla vigilia del voto decisivo che poi sancì la fine dell'esecutivo, Berlusconi fu semplicemente straordinario e coraggioso". Salvini ha aggiunto che la sera in cui Draghi decise di dimettersi si rese conto di aver vinto una partita difficilissima grazie alla solidità del centrodestra.

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