Prima la grande moschea nell’ex Fonderia Nebiolo, ora quella ricavata da una casa con annessa officina a Cuorgnè. La rete dei centri islamici continua ad allargarsi in Piemonte e, ancora una volta, emergono collegamenti con la Confederazione Islamica Italiana (CII), l’organizzazione che sta portando avanti la realizzazione del grande complesso religioso di Torino che richiede un investimento di 17 milioni di euro la cui provenienza non è ancora nota. A pochi giorni dal via libera dell’amministrazione del sindaco dem Stefano Lo Russo al progetto dell’ex Nebiolo, arriva infatti l’annuncio di una nuova inaugurazione. Questa volta nel Canavese, dove il Centro Culturale Islamico di Cuorgnè ha pubblicato sui social le immagini dell’edificio ormai completato. «Nei prossimi giorni saremo lieti di annunciare la data dell’inaugurazione ufficiale», scrivono i responsabili, ringraziando i volontari impegnati negli ultimi lavori. Ma la struttura nasce dalla trasformazione di una casa con annessa ex officina e, secondo le ricostruzioni dell’ottobre 2025, non risultava formalmente destinata al culto. La vicenda risale al 2013, quando un gruppo di cittadini musulmani acquista la proprietà in via Ivrea, nei pressi del ponte sul torrente Orco, con l’obiettivo dichiarato di realizzare un centro di aggregazione. Il progetto suscita polemiche e l’allora sindaco Giuseppe Pezzetto precisa che non risultano richieste ufficiali di cambio di destinazione d’uso.
Ma i lavori proseguono, fino all’accelerazione tra il 2023 e il 2024. Ricostruendo la storia della comunità musulmana di Cuorgnè emerge il collegamento con la CII. Il nome è quello di Mustapha Hajraoui, indicato già nel 2020 come presidente della comunità musulmana locale, in occasione di una donazione di 2500 euro al Comune. C’è poi l’imam Abdessamad Rakoubi, presentato dal centro islamico di Cuorgnè come «il nostro imam». Lo scorso 13 marzo l’associazione ha condiviso sui social un suo intervento durante l’iftar organizzato dalla Confederazione. Nel frattempo, a Torino, proprio la Confederazione ha ottenuto il permesso di costruire per la riqualificazione dell’ex Fonderia Nebiolo, in via Bologna. Il progetto prevede una grande sala di preghiera, uno studentato, una biblioteca, un auditorium e altri spazi culturali e sociali: circa l’80% sarà destinato ad attività diverse dal culto. Un’operazione che punta a trasformare un complesso industriale dismesso in un nuovo punto di riferimento per la comunità musulmana e non solo. Cercano di portare a termine il silenzioso disegno di conquista dell’islamismo in Occidente. Il via libera è arrivato durante l’amministrazione di Lo Russo, lo stesso sindaco che ha partecipato in più occasioni alle celebrazioni islamiche cittadine. Anche lo scorso marzo era presente alla festa per la fine del Ramadan a Parco Dora, e diverse sono le visite nelle sedicenti moschee che Il Giornale ha raccolto. Da Torino a Cuorgnè si delinea una rete di rapporti che ruota attorno alla CII e ai suoi rappresentanti. Ma per la nuova struttura del Canavese restano diversi interrogativi. Chi ha finanziato la trasformazione della casa e dell’ex officina? Chi ha ottenuto le autorizzazioni edilizie? Con quali soldi sono state acquistate le mura?
