Quella sinistra "democratica" che vuole vietare la piazza al Pdl

Pdl in piazza a Brescia. Epifani subito anti Cav: "Chi va a Brescia, mette una mina". Contestzaioni dei centri sociali: tensione. Brunetta avverte: "Così Letta non dura..."

Quella sinistra "democratica" che vuole vietare la piazza al Pdl

Dopo l'ennesimo assalto giudiziario, il Pdl fa quadrato attorno a Silvio Berlusconi. La manifestazione di oggi a Brescia e quella di lunedì a Milano arrivano dopo i due bagni di folla in piazza del Popolo a Roma e in piazza della Libertà a Bari. Il partito delle procure sta, infatti, cercando di decapitare il centrodestra facendo fuori il Cavaliere a suon di sentenze. Ma il Pd, riunito per l'assemblea nazionale, ha lanciato strali e anatemi contro il Pdl alzado il livello dello scontro. Scontro che è stato subito raccolto dai centri sociali che hanno aggredito e pestato a sangue i sostenitori del Cavaliere.

"Oggi pomeriggio a Brescia. Tutti a fianco al presidente Berlusconi e al nostro sindaco Adriano Paroli". Su Twitter il segretario del Pdl Angelino Alfano chiama a raccolta tutto il popolo del centrodestra per scendere in piazza contro l'accanimento giuridico nei confronti del Cavaliere. La manifestazione a Brescia si è infatti fatta più stringente dopo la sentenza della Corte d'Appello sul caso Mediaset. Sentenza che mira a colpire Berlusconi dopo che alle ultime elezioni ha incassato quasi il 30% delle preferenze e che, negli ultimi mesi, l'asse tra Pdl e Lega Nord è schizzato in testa ai sondaggi. In caso di elezioni, infatti, il Cavaliere tornerebbe al governo. Un'eventualità che terrorizza la magistrura rossa che da vent'anni traspone la lotta politica nelle aule dei tribunali. Fino ad oggi Berlusconi ha avuto la meglio, ma negli ultimi mesi c'è stata da parte dei giudici militanti c'è stata una vera e propria recrudescenza negli attacchi. Da qui l'esigenza da parte del popolo del Pdl di far sentire la propria voce. A Roma come a Bari, lo slogan è stato sempre "Giù le mani da Silvio". Alfano non sarà l'unico esponente del governo a scendere in piazza. Anche i ministri Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello hanno fatto deciso di partecipare alla mobilitazione. "Non è possibile contrapporre le identità alla lealtà al governo - ha spiegato il ministro delle Riforme - non dobbiamo arrivare a cancellare le identità, sarebbe una perdita per tutti".

Al Pd, però, non va giù che Alfano e Lupi partecipino alla manifestazione. La prima a scagliarsi contro il ministro degli Interni è Rosy Bindi. "Berlusconi ha annunciato un discorso pacato a Brescia - ha detto all’assemblea del Pd - ma possiamo dire pacatamente che è molto grave che il vicepresidente del Consiglio abbia annunciato la sua partecipazione alla manifestazione". Nel piddì c'è fermento. Lo stesso Guglielmo Epifani, pancor prima di ricevere la guida del partito, ha sferrato il suo primo attacco. "Abbiamo tante mine e oggi è la giornata in cui qualcuno a Brescia sta mettendo un’altra mina", ha spiegato l'ex segretario della Cgil invitando il Pdl a non "anteporre l’interesse personale a quello del Paese". Uno strappo che fa iniziare in un modo piuttosto ambiguo la sua avventura da leader piddì e che infastidisce non poco i vertici del Pdl. "In questo modo Letta non dura", ha avvertito Renato Brunetta. Anche la democrat Donatella Ferranti, neoeletta alla guida alla commissione Giustizia della Camera, è andata all'attacco: "In uno stato democratico le sentenze vanno rispettate, c’è un processo che non è ancora definito, queste manifestazioni lasciano il tempo che trovano". E ancora: "Mi auguro che non partecipino a queste manifestazioni i rappresentanti del governo del Pdl, dobbiamo mantenere un grande equilibrio e un grande responsabilità in questo momento nell’interesse del Paese". Sempre all’assemblea nazionale del Pd, il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina si è detto contrario alla mobilitazione del Pdl: "Non c’è bisogno di essere anti berlusconiani per condannare senza se e senza ma le manifestazioni di Brescia e Milano, è sufficiente una cultura democratica ispirata alla costituzione".

Se il Pd ha provato a togliere a parole al centrodestra il diritto di protestare contro la magistratura politicizzata, i centri sociali sono subito avvalsi della violenza fisica. È bastata, infatti, una scintilla per far salire la tensione e far volare le mani. Un folto gruppo di contestatori ha, infatti, accolto i sostenitori del Cavaliere sbraitando slogan e insulti: "In galera, in galera!". Un militante del Pdl è stato pestato con pugni e calci poco prima di entrare in piazza. "Stavo cercando di difendere un gruppo di anziani aggrediti e insultati da un gruppo dei centri sociali e per questo mi hanno aggredito con calci e pugni", ha raccontato il giovane col viso sanguinante e lo zigomo destro tagliato. Al fianco degli antagonisti anche numerosi grillini. Gli agenti di polizia, protetti da caschi e scudi, sono subito accorsi in via Bevilacqua che divide l’albergo dove sono riuniti i vertici del Pdl dal palco di piazza del Duomo. L’ex sottosegretario Daniela Santanché è stata uno dei politici più presi di mira. "Stiamo lavorando a un governo di pacificazione - ha commentato sotto urla e fischi - se poi c’è qualcuno dall’altra parte che gioca contro perché non ha cuore l’Italia e gli italiani noi non saremo mai da quella parte". Poi, proprio quando è arrivato Berlusconi, i centri sociali hanno bruciato le bandiere del Pdl all'urlo di "Brescia libera!".

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