"Postfascisti e cialtroni al potere". Raimo si candida con Avs e insulta

Christian Raimo annuncia la sua candidatura alle Europee con Avs e critica il governo Meloni per il suo attacco al "lavoro democratico"

"Postfascisti e cialtroni al potere". Raimo si candida con Avs e insulta
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“Penso cia sia una classe fascista o postfascista al potere e che questo sua veramente un male”. Christian Raimo annuncia così la sua candidatura alle Europee con Alleanza Verdi – Sinistra Italiana.

Una candidatura che arriva dopo quelle già annunciate degli ex sindaci Mimmo Lucano, Ignazio Marino e Leoluca Orlando, oltre a quella della detenuta italiana in Ungheria Ilaria Salis. Lo scrittore romano, che ha ricordato orgogliosamente di aver trascorso l’ultimo capodanno in compagnia degli operai della Gkn, sottolinea che la sua candidatura nasce “perché in questo momento c’è un attacco al lavoro democratico”.

“Sono un attivista e mi piace fare politica”, dice Raimo mentre spiega la natura fascista del governo Meloni: “La destra è la convergenza tra il fascismo e il neoliberismo che crea precarietà, sfruttamento e alienazione”. Il fascismo, infatti, secondo lui nasce come squadrismo che attacca il lavoro democratico, ossia il lavoro“che crea emancipazione” e per il quale ha combattuto Matteotti di cui ricorre il centenario. Raimo, che è anche insegnante, si sente in dovere di fare un “lavoro pedagogico” perché i suoi studenti non sanno più nemmeno cosa sia l’olio di ricino, lo squadrismo e chi effettivamente fosse Giacomo Matteotti. Poi, però, entrando nel merito delle polemiche degli ultimi giorni che hanno riguardato il dirigente Rai Paolo Corsini, direttore dei programmi di approfondimento tra cui quello di Serena Bortone, spiega che in questo momento non c’è una contrapposizione tra fascisti e antifascisti ma con i “cialtroni che non sanno fare il loro lavoro e questo si vede in Rai”.

Lo scrittore-insegnante insiste sul fatto che"il 25 aprile è una grande momento pedagogico rispetto a ciò che è stato il fascismo”, ma non pretende che la Meloni si professi antifascista. “Mi sembrerebbe una finta”, dice chiedendo, invece, al presidente del Consiglio di applicare “quello che è scritto nella Costituzione". Raimo è intervenuto anche in difesa del giornalista Giorgio Zanchini, conduttore della trasmissione Radio Anch’io, reo di aver offeso la senatrice di Fratelli d'Italia Ester Mieli chiedendole se fosse ebrea. Secondo Raimo i suoi libri“parlano per lui”, mentre la deputata di FdI Augusta Montaruli, membro della commissione di Vigilanza Rai che ha sollevato il caso di Ester Mieli,“ha una biografia invece molto diversa rispetto a Giorgio Zanchini, cioè di una persona incompetente da un punto di vista del governo”.

Sollecitato da ilGiornale.it, lo scrittore e attivista romano è tornato anche sulla dichiarazione rilasciata su La7 in cui giustificava i pestaggi nei confronti dei neonazisti. “L’ho detta male? Sì.

La ridirei? No”, sentenzia Raimo secondo cui “per fortuna, la lotta armata è finita” e non esiste alcun pericolo di un ritorno al terrorismo rosso, “ma – aggiunge il neo-candidato alle Europee - trovo che in Europa vi sia un pesantissimo ritorno delle violenze da parte della destra”.

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