Lo scontro tra Esperia e Report si sposta sul terreno legale. Sigfrido Ranucci ha annunciato di aver affidato ai propri avvocati la replica alle dichiarazioni di Gino Zavalani, direttore editoriale di Esperia, che aveva sostenuto di aver ricevuto da una fonte interna alla redazione del programma Rai le indicazioni sui passaggi più controversi del libro autobiografico del conduttore. Una ricostruzione respinta senza esitazioni da Ranucci: "È falso quanto asserito da Zavalani, non ha alcuna fonte all'interno di Report. Ho già dato mandato al mio legale".
Il giornalista ha dunque negato l’esistenza di una gola profonda tra i collaboratori della trasmissione, ipotesi lanciata da Zavalani nel corso di un’intervista a Radio Libertà. Il direttore editoriale di Esperia aveva raccontato che la segnalazione da cui è nata l’attenzione mediatica intorno ad alcuni episodi contenuti nel libro “La scelta” sarebbe arrivata proprio dall’interno del programma di inchieste in onda su Rai 3.
Ranucci, oltre a smentire la ricostruzione, ha rivolto l’attenzione sulla proprietà e sulla credibilità della piattaforma. "Zavalani, ricordo è direttore e azionista di riferimento della piattaforma social 'Esperia' di proprietà di Pietro Dettori e Lara Fanti, compagna del responsabile social di Palazzo Chigi. Sulla credibilità della stessa piattaforma social lo stesso Proprietario della testata Pietro Dettori aveva detto ai microfoni del nostro Luca Bertazzoni testualmente 'i giornali non li legge più nessuno, un video su Esperia ha 200.000 visualizzazioni: ha fatto in un paio d'ore i lettori che fa in un mese il Tempo. Questo perché? Perché la tv e i giornali sembrano un media artefatto. Quello che passa sui social, che è altrettanto artefatto, però sembra più vicino a te, passa come vero'".
La reazione di Esperia non si è fatta attendere. La piattaforma ha confermato la propria versione, sostenendo di non essere stata intimidita dall’annuncio di iniziative legali e tornando a chiedere al conduttore di Report di rispondere ai quesiti sollevati nei giorni precedenti: "Aspettavamo le risposte di Ranucci alle nostre 10 domande. Non sono arrivate. In compenso Ranucci ha annunciato di aver dato mandato ai suoi legali contro Esperia. Non ci facciamo intimorire. Confermiamo tutto quello che abbiamo detto. E continuiamo ad aspettare le sue risposte". Una replica che lascia aperto lo scontro e sposta il confronto dalle dichiarazioni pubbliche alle possibili iniziative giudiziarie.
Al centro della vicenda rimane il retroscena raccontato da Zavalani, che aveva messo in dubbio l’immagine di una redazione compatta e completamente schierata al fianco del proprio conduttore: "Io questa serenità che viene descritta come propria dell’intera redazione non la ritrovo". Secondo Zavalani, infatti, proprio l’origine della segnalazione dimostrerebbe l’esistenza di tensioni all’interno del gruppo di lavoro. Il direttore editoriale di Esperia ha spiegato di non essersi avvicinato autonomamente al volume pubblicato da Ranucci: "È vero, probabilmente non mi sarei mai sognato di leggerlo". Qualcuno, tuttavia, gli avrebbe indicato con precisione i passaggi da approfondire: "Ho ricevuto una segnalazione nella quale mi venivano indicate alcune parti interessanti del libro che forse il pubblico doveva conoscere. Sono quelle che ho poi tirato fuori".
Da una parte
Zavalani conferma l’esistenza di una fonte interna al programma. Dall’altra Ranucci nega categoricamente e annuncia l’intervento dei legali. Esperia, nel frattempo, rilancia le proprie domande e ribadisce di non voler arretrare.
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