Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:17
Interni

Reggio cade sui prof ebrei. Ma la giunta non molla

Una prima giornata delicata, in cui sono tornati a farsi sentire i pro Pal locali, i militanti (anche Cgil) artefici del poco lusinghiero caso di discriminazione

Marwa Mahmoud

La giunta di Reggio Emilia persevera, nonostante una figuraccia che ha valicato i confini nazionali. La presa di distanza da Israele che è stata chiesta da «Reggio Children» agli insegnanti ebrei - come condizione per partecipare a un corso di formazione in città - ha suscitato indignazione e proteste, ma purtroppo non ha sorpreso, visto il clima ostile che ormai si respira, anche in Emilia. Un «ambiente ostile» è quello che hanno avvertito i circa cento prof ebrei americani che - vista questa richiesta di una particolare «abiura» - hanno deciso di rinunciare, mentre i colleghi israeliani ieri sono comunque arrivati in città, iniziando le attività previste - uno studio sul «modello Reggio».

Una prima giornata delicata, in cui sono tornati a farsi sentire i pro Pal locali, i militanti (anche Cgil) artefici del poco lusinghiero caso di discriminazione, che ha indotto il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, a tuonare addirittura contro i «metodi da Terzo Recih». E pure Ivan Scalfarotto (Italia viva) ha fatto notare come tale si debba considerare antisemitismo la richiesta agli ebrei, «in quanto ebrei, di dissociarsi dalle politiche del governo di Israele». L’amministrazione comunale di Reggio (ovviamente di sinistra), come detto non ha neanche accennato a scuse o passi indietro, nonostante da varie parti siano arrivate richieste esplicite di dimissioni. Dopo un’intervista a «Repubblica» in cui annunciava un incontro con gli insegnanti sulla immancabile «carta dei valori», ieri il sindaco Marco Massari ha provato a rasserenare gli animi: «Accogliamo i professori», «chiariremo le incomprensioni». Ma ha pure difeso la sua assessora, Marwa Mahmoud (foto) che ha contrattaccato: «Circolano ricostruzioni fantasiose e articolate: insegnanti respinti perché ebrei, porte chiuse, profili controllati. Sono falsità». Dal Pd, però, sono anche emerse forti perplessità. Un disastro.

Commenti