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Repubblica, Cappellini punta a restare in sella anche dopo l’interim

Il neo direttore illustra il piano alla redazione: "Faremo il quotidiano come lo sappiamo fare"

Repubblica, Cappellini punta a restare in sella anche dopo l’interim
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Ad interim ma non troppo. Il primo effetto della nomina di Stefano Cappellini alla direzione di Repubblica è quello di rasserenare il clima interno. Dopo giorni di interrogativi seguiti alla tempestosa uscita di scena di Mario Orfeo, tra le scrivanie di Largo Fochetti prevale la fiducia verso una soluzione considerata capace di garantire stabilità nella transizione, in attesa di capire su quale nome punterà il nuovo management di Gedi.

Cappellini, vicedirettore del quotidiano e figura cresciuta professionalmente all'interno del giornale, «è uno dei nostri», come riassume una firma storica del giornale fondato da Eugenio Scalfari. Il nuovo direttore ha incontrato la redazione e, pur ribadendo che il suo incarico è a termine, ha illustrato le linee del suo piano editoriale. Un dettaglio che tradurrebbe come la gestione non sarà limitata a poche settimane. Tra i giornalisti molto scommettono che l'interim possa durare quantomeno per tutto il 2026. E in molti non escludono che Cappellini possa giocarsi le sue carte per sbianchettare anche la data di scadenza.

A colpire, soprattutto il messaggio con cui il neo direttore non ha rivendicato una continuità con Orfeo, ma ha richiamato l'identità storica del giornale: «Faremo Repubblica come la sappiamo fare». Un richiamo alla volontà di valorizzare il patrimonio professionale e culturale della testata, e restituire centralità al lavoro della redazione.

Tra i colleghi di Cappellini prevale quindi la convinzione che la scelta sia caduta su «uno di casa», un collega conosciuto da tutti e un profondo conoscitore dei meccanismi e degli equilibri del quotidiano. Un elemento che dovrebbe favorire un clima più disteso dopo le tensioni che avevano accompagnato il cambio di proprietà del gruppo Gedi. E le ruggini emerse con l'addio di Orfeo in polemica con le valutazioni in corso per il futuro responsabile del polo televisivo di Gedi su cui Antenna Group scommette. Valutazioni che non avrebbero tenuto in conto l'esperienza televisiva dell'ex direttore, virando invece su un professionista tutta sostanza come Andrea Pucci, responsabile delle news di Mediaset, già vicedirettore del Giornale e direttore di Adnkronos.

Tornando al quotidiano, resta aperta la questione della direzione definitiva, ma al momento il tema sembra in secondo piano.

L'impressione è che, almeno per ora, la priorità sia quella di affrontare i prossimi mesi senza altri scossoni organizzativi. Con la speranza, raccontano in Largo Fochetti, di rilanciare la centralità e l'importanza del quotidiano cartaceo che la nuova gestione di Gedi sembrava aver messo in secondo piano rispetto alle ambizioni televisive.

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