Riecco il solito Fini: "Nel centrodestra legalità assente"

L'ex presidente della Camera annuncia: "Voterò i liberali di Scelta Europea"

Riecco il solito Fini: "Nel centrodestra legalità assente"

Gianfranco Fini torna ad attaccare il centrodestra. Lo fa in un'intervista alla Stampa. Ormai per lui è una fissazione. Facendo riferimento ai casi Expo, Dell’Utri e Scajola, e ai servizi sociali di Berlusconi, Fini sentenzia: "I nodi vengono al pettine, e i miei allarmi sulla legalità assente o calpestata, come si vede, non erano affatto fuor di luogo". Poi rivendica di essere stato "l’unico che osò sfidare l’allora premier addirittura in mondovisione e proprio sul tema della legalità".

Ovviamente il suo bersaglio preferito è Berlusconi. E chi sennò? Sentite cosa dice: "Ha completamente smarrito il senso della realtà. Parla di cose che esistono soltanto nella sua mente...". Poi rincara la dose: "È appena stato capace di sostenere che Renzi è ostaggio della Cgil, nonostante tutta l’Italia sia testimone del contrario. Il giorno prima aveva detto, nientemeno: 'Meriterei il Nobel della pace per avere portato Putin nel G8'. Non va preso troppo sul serio":

Il paragone tra il recente scandalo legato all'Expo e Tangentopoli per Fini "non è azzeccato", perché "a differenza del ’92-’94 i protagonisti oggi sono personaggi del sottobosco politico". E aggiunge: "I partiti non esercitano la presa di vent’anni fa. Sono molto più deboli. Talmente in crisi che ormai si stanno ponendo problemi seri di partecipazione alla politica. E questo Grillo l’ha capito benissimo".

Fini anticipa come voterà il prossimo 25 maggio: escludendo per ovvie ragioni Forza Italia "non va presa in considerazione", tiene a precisare che non voterà nemmeno per la Lega e per Fratelli d’Italia (che "ha tradito la storia di An"). "La scelta contro l’euro è un clamoroso abbaglio. Nel campo moderato - prosegue - restano due sole scelte potabili. Una è la lista "Scelta Europea". L’altra è l’alleanza, timida e pallida, tra Alfano e Cesa". E tra le due opzioni preferisce la prima, perché, spiega, "la presenza di Alfano nell'esecutivo è determinante quanto del tutto impalpabile". Il motivo è presto detto: Non ricordo una fase come l'attuale, di totale identificazione tra il governo e il premier, sembra che ci sia solo Renzi". Questo non piace a Fini che, quindi, opta per i liberali di Scelta Europea.

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