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"Riedizione del metodo Boffo", "Rispondano dei legami con gli islamisti". M5s ancora all'attacco di Cerno

I pentastellati proseguono nella strenua difesa di Ranucci e di Report, portando ancora un attacco a il Giornale e al direttore

"Riedizione del metodo Boffo", "Rispondano dei legami con gli islamisti". M5s ancora all'attacco di Cerno
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Il Movimento 5 Stelle prosegue nella sua campagna contro il direttore de il Giornale Tommaso Cerno e contro il quotidiano. Il tema è sempre lo stesso da parte del partito di Giuseppe Conte: la strenua difesa di Report, il programma condotto da Sigfrido Ranucci su Rai Tre la domenica sera. Il M5s sta provando da settimane a mettere in discussione la presenza del direttore su Rai Uno, dove è parte integrante dell'edizione in corso di Domenica In quasi come "punizione" per aver osato approfondire il metodo usato dal programma per le sue inchieste.

"Il direttore del 'Giornale' di Angelucci, Tommaso Cerno, pagato dalla Rai, ieri a Udine nel corso di un’intervista con il ministro della Giustizia Nordio è tornato ad attaccare 'Report'. Lo ha fatto, peraltro, deformando la realtà, accusando la trasmissione di Sigfrido Ranucci di aver addebitato al Governo Meloni l’installazione di un software spia nei circa 40mila computer dell’amministrazione giustizia", dichiarano gli esponenti del partito pentastellato che fanno parte della Commissione di Vigilanza Rai. "Basta leggere i post pubblicati sulla pagina Facebook di 'Report' per scoprire che, semmai, all’attuale esecutivo viene addebitata l’inazione dopo che, nel 2024, un’importante Procura ha sollevato il caso. Ci chiediamo nuovamente se è ammissibile che un giornalista che lavora in Rai, seppur da esterno, possa permettersi più e più volte di denigrare pubblicamente una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico", proseguono nel loro intervento.

La trasmissione di Ranucci appare quasi intoccabile, incriticabile e chiunque osi farlo viene messo alla gogna. "Una scadente riedizione del metodo Boffo, con una spolverata di qualunquismo e imprecisioni che poco hanno a che fare con la deontologia del giornalismo. A Viale Mazzini nulla da dichiarare?", concludono dal M5s. La risposta del direttore Cerno ai pentastellati non è tardata ad arrivare e, come sempre, ha ribadito che "le intimidazioni del M5s contro il Giornale e la libertà di stampa fanno sorridere.

Rispondano dei legami con islamisti in carcere per finanziamento del terrorismo invece che imporre la Sharia culturale alla stampa". Per i 5s "possono parlare solo i giornalisti loro amici. Come durante il Covid e come a Teheran".

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