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Roggero in carcere, la visita di Sardone. “Perché viene solo il centrodestra?”

Condannato a quattordici anni per duplice omicidio, Roggero sa di avere davanti - almeno sulla carta - un lungo periodo di detenzione prima di poter accedere ai benefici carcerari

Mario Roggero al suo arrivo nel carcere di Bollate a Milano, 17 luglio 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

«Grazie di essere venuta. Ma perchè a trovarmi in carcere vengono solo politici di centrodestra? Se venisse anche qualcuno di sinistra forse scoprirebbe che non sono brutto come mi dipingono». Così ieri Mario Roggero ha accolto nel carcere di Bollate il vicesegretario leghista Silvia Sardone. La Sardone ha chiacchierato a lungo con l’orefice di Grinzane Cavour, arrivato al suo dodicesimo giorno di detenzione. E alla fine Roggero le ha detto qual è in questo momento il suo obiettivo: «Voglio fare Natale a casa».

Condannato a quattordici anni per duplice omicidio, Roggero sa di avere davanti - almeno sulla carta - un lungo periodo di detenzione prima di poter accedere ai benefici carcerari. Ma sua moglie ha chiesto la grazia al Capo dello Stato. «A settembre si terranno le udienze sia davanti al tribunale di Torino che di Milano - spiega Roggero all’eurodeputata - per chiedere il differimento della mia pena in attesa dell’esito dell’iter della grazia, e io sono fiducioso».

Gli hanno dato un badge per muoversi liberamente nel carcere, sta prendendo i suoi ritmi in cella con il suo collega di stanza «io faccio le pulizie e lui fa da mangiare. Mi sto riorganizzando le abitudini alimentari, perchè lui fa la pasta tutti i giorni e io non ero abituato». «Fare i turni alle docce, farsi la barba con l’acqua fredda: sto imparando un sacco di altre cose». «Alle undici il mio compagno guarda il gran premio in tv, allora io mi sposto in biblioteca». Ma i pensieri veri sono per la famiglia fuori, «l’altro ieri - racconta la Sardone - gli hanno pignorato tutte le case, compresa la prima abitazione dei suoi, ed è molto provato». Poi c’è il negozio da mandare avanti, «i miei devono sapere che ci sono delle scadenze, finora me ne occupavo io, il codice prodotto, tutte queste cose».

E poi c’è il delitto, gravissimo, per cui è stato condannato. «Ci stai riflettendo, ti stai pentendo?», chiede la Sardone. Risponde Mario Roggero: «Sì, ci sto pensando. E non dico più che lo rifarei».

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