Roma di sangue, due esecuzioni in strada

Tre morti in poche ore: una in città, due nei dintorni della capitale. Due esecuzioni: le vittime uccise con un colpo di pistola sotto casa. E ad Anzio un altro morto e un ferito grave

Roma di sangue, due esecuzioni in strada

Roma - Due esecuzioni in pieno giorno. Due agguati, stessa dinamica. Uno a Roma l'altro a Focene, litorale a 20 chilometri dalla capitale, che di colpo fanno ripiombare l'hinterland romano nella spirale della violenza. La tragica giornata si apre alle 7 con uno sparo che fa sobbalzare dal letto gli inquilini del palazzo di case popolari in via Morandi a Tor Sapienza, estrema periferia romana. I cani ancora al guinzaglio che abbaiano mentre il padrone finisce a terra morto. Un'esecuzione in piena regola. Claudio D'Andria, pensionato romano di 62 anni, ex custode e usciere dell'ufficio comunale del municipio di zona, viene ucciso sotto casa con un colpo di pistola alla testa. D'Andria stava portando i cani a spasso. Come succedeva tutti i giorni, a volte anche accompagnato da alcuni vicini. Ieri era andato da solo. Ad aspettarlo, nascosto a piedi del palazzo, un uomo che si avvicina e gli punta la pistola in faccia da vicino. Spara e scappa. La Mobile passa al setaccio il quartiere. Testimonianze, orari, ipotesi, ricostruzioni sui trascorsi del 62enne. Il puzzle è all'inizio, ma alcuni tasselli già ci sono. Tra tutti le parole di un testimone che parla di un uomo visto allontanarsi da solo, dopo lo sparo, in un parco nelle vicinanze.

Qualcuno invece parla di persone sfrecciate via su uno scooter, ma col passare delle ore quest'ultima ipotesi sembra cedere il passo alla prima. E poi c'è quella macchia sul passato di D'Andria: un piccolo precedente per spaccio di droga. È proprio da quella vicenda che gli agenti partono. Ma il percorso delle indagini non è scontato. L'uomo potrebbe avere avuto dei dissapori recenti e di sicuro l'omicidio è stato premeditato. Al momento non ci sono elementi evidenti sul movente del delitto. La sola traccia lasciata dal killer è quel bossolo di proiettile calibro 7,65. Unico e mortale. Un delitto che stride anche con il racconto dei vicini della vittima. «Era una persona riservata e gentile», spiegano alcuni vicini. Da 10 anni D'Andria era separato dalla moglie, con la quale aveva avuto una figlia, ora ventenne, e viveva nell'appartamento di via Morandi con l'anziana madre. Era in pensione da due anni dopo aver lavorato come usciere nel palazzo comunale dell'ex-V municipio. Tutti lo ricordano come «un signore distinto, ammirato soprattutto dalle donne per l'aspetto e i modi». Il quartiere è sconvolto, ma non sembra sorpreso. «Qui ormai è terra di nessuno - dicono - la gente non ne può più». Un dato inquietante: nello stesso palazzo nel settembre 2012 una madre si era gettata dalla finestra con in braccio la figlia di otto anni. Morirono sul colpo.

Poi, nel pomeriggio poco dopo le 17, l'altro agguato mortale. Stavolta a Focene, comune di Fiumicino. Stessa dinamica: un colpo mortale alla testa nel cortile di casa in via delle Patelle 80, proprio a ridosso delle piste dell'aeroporto «Leonardo da Vinci». Probabile che il killer abbia atteso un atterraggio per coprire lo sparo. L'esecuzione di Pietro Rasseni, 40 anni con piccoli precedenti penali, avviene con la moglie e il figlio di 10 anni pericolosamente in casa. Il killer bussa alla porta, spara e fugge su uno scooter. Ora le indagini. Giornataccia. In serata, poco dopo le 20, arriva la notizia di un altro agguato in strada, stavolta ad Anzio. Un morto e un ferito grave.

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