Manifesta sotto la bandiera che richiama il criminale Tito e scappa dalle domande del Giornale. «Gli esuli istriani sono offesi, ha qualcosa da dire?». Ilaria Salis fugge in auto, rossa come la stella al centro del tricolore della Brigata Garibaldi che col maresciallo jugoslavo voleva invaderci fino a Udine. I leader del suo partito non Tito ma Fratoianni e Bonelli tacciono anche stavolta.
Sabato l’europarlamentare di Avs era a Milano col centro sociale Lambretta: la Lega aveva organizzato un raduno per la legalità e la Salis non era d’accordo. Accanto alla bandiera pro Tito ce n’era una di Avs. Ieri, sempre a Milano, Salis era al Tribunale del Lavoro per la prima udienza d’Appello contro due suoi ex collaboratori: in primo grado è stata condannata a risarcirli con 300mila euro. Sullo sfregio ai martiri delle foibe neanche una parola.
L’associazione Partigiani Osoppo-Friuli ci ha inviato il volantino che i garibaldini distribuirono a Udine il 12 aprile del ’45: «Solo il comunismo di Stalin che tra poco sarà tra voi con le vittoriose armate rosse potrà darvi giustizia e libertà, stroncando con ogni mezzo lo sfruttamento dei capitalisti che vi opprimono () Dovete comprendere che il diritto dei nostri fratelli sloveni a raggiungere il sacro confine del Tagliamento è pienamente giustificato da ragioni storiche, geografiche ed etniche». Salis ha manifestato sotto queste parole.
«È di una gravità inaudita», tuona Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia. «Vedere un’eurodeputata eletta con i voti della sinistra sfilare sotto i vessilli con la stella rossa di Tito è vergognoso. È un’esibizione dei simboli di un regime sanguinario responsabile della pulizia etnica, dell’infoibamento e dell’esodo di centinaia di migliaia di italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. È il più becero rigurgito di negazionismo militante». Al Giornale parla Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli Venezia Giulia: «Quanto accaduto è grave e profondamente irrispettoso della memoria di una terra che porta i segni delle tragedie dell’occupazione jugoslava. Esibire con leggerezza simboli riconducibili a quella pagina storica», continua Fedriga, «significa ignorare la sofferenza di migliaia di persone e delle loro famiglie, che meritano il rispetto di tutti, a maggior ragione di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni». Roberto Menia, senatore di Fdi, tuona: «A sinistra vediamo il solito antifascismo che condanna tutte le dittature, purché non si disturbi quella del colore giusto». La Salis, in serata, ha l’ardire di rivendicare il gesto, e sui social pubblica una foto del direttore del Giornale Tommaso Cerno: «Il tricolore con la stella rossa da sventolare con orgoglio. L’antifascismo ha vinto, e c’è chi ancora oggi, non riesce a digerirlo, spiace». Anche a noi per il fegato della Salis.
Torniamo all’associazione partigiani Osoppo-Friuli. Il presidente, Roberto Volpetti, è lapidario: «Non vorrei infierire sulla signora, l’episodio mi fa rabbrividire. Vedo delle somiglianze con quello che ha detto Greta Thunberg l’altro giorno a Napoli, quando ha invitato i giovani alla rivolta. Veder sventolare quella bandiera è stato un orrore». Massimiliano Lacota, a capo dell’Unione Esuli Istriani, parla di «vicenda penosa». E aggiunge: «Questa Salis non sa nulla. Ho ricevuto le proteste di centinaia di iscritti. Non è possibile infangare in questo modo il dramma delle foibe». Sbaglia: per Ilaria Salis, volata da Budapest a Bruxelles grazie alla Bonelli&Fratoianni Airlines il conto da 16mila euro al mese lo paghiamo noi tutto è possibile.
