Scandalo Sanitopoli La "scusa" di Vendola: "Ospedali come casinò"

Per difendersi dalle accuse Vendola usa le sue solite metafore: "La sanità è come una flotta di sommergibili che procedono negli abissi". E su Tedesco: "Si dimise dopo 24 ore". E lui?

Scandalo Sanitopoli  La "scusa" di Vendola: "Ospedali come casinò"

Nichi Vendola alias Ponzio Pilato. Mentre lo scandalo sanitopoli in Puglia si allarga a macchia d'olio e mentre il governatore della Regione è stato indagato due volte (per concorso in abuso d'ufficio nella prima indagine e per concorso in peculato, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico nella seconda) nel giro di 24 ore, il leader di Sel offre la sua spiegazione del fenomeno.

"Girano troppi soldi, gli ospedali sono come dei casinò. È un sistema in cui la frammentazione dell’organizzazione sanitaria produce la polverizzazione dei flussi di spesa. È difficile controllare quello che accade. Il sistema sanitario è come una flotta di sommergibili che procedono negli abissi, noi avremmo il compito di farli emergere alla superficie per poterli controllare ma c’è un modello di governo della sanità che è demenziale, per metà manageriale e per metà politico. È un ibrido mostruoso".

Nichi Vendola, nell'Intervista di Maria Latella a Sky Tg24, spiega meglio il suo pensiero: "La magistratura si occupa dei reati, la politica si deve occupare di rispondere politicamente alla questione morale, io l’ho fatto. L’ho fatto, quando le inchieste si sono sviluppate, azzerando la mia Giunta e l’ho fatto anche promuovendo un modello di selezione del management sanitario che è d’avanguardia oggi in Italia, cioè prendere una platea di aventi titoli e sottoporli a un anno di formazione e selezione, con qualcuno molto autorevole che controlla come vengono scelti".

Insomma, Vendola si sente sereno e con la coscienza a posto. Lui che si era vantato di aver azzerato la Giunta basandosi su sole notizie di reato rimane al suo posto. Lui che aveva assicurato che "la magistratura ha indagato per anni su di me, senza trovare nemmeno una parolaccia", ora viene smentito dai fatti.

Nel 2009, quando scoppiò lo scandalo del vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo, implicato nella vicenda delle escort di Tarantini, Vendola epurò gli assessori e si esibì in una predica alla Savonarola: "Io al primo cattivo odore ho azzerato la giunta mentre Formigoni di fronte ai mandati di cattura ha espresso solidarietà ai catturati".

Ma quello che valeva per i suoi ex assessori, non vale per lui. Perché Vendola è "assolutamente sereno, ogni mia azione è stata sempre trasparente e non ho mai pensato di dimettermi, la mia iscrizione al registro degli indagati era probabilmente un atto dovuto". Sarà. Intanto quello che è sicuro è che in quanto a profezie su se stesso Vendola ha fatto cilecca.

"Non sono indagato, né mai lo sarò. Poiché la mia vita la conosco, so che non potrà mai accadere", dichiarava il 5 agosto 2009 a La Repubblica Bari. Adesso invece è doppiamente indagato, una cosa che lui definisce "stravagante". "Sono al centro dell’attenzione non perché vince il concorso qualcuno raccomandato, qualcuno che è un somaro o un parente o qualcuno legato alla mia corrente politica. Ha vinto il concorso il più bravo. È davvero stravagante quello che accade a me", ha spiegato il leader di Sel.

Sulla seconda indagine che lo vede indagato per concorso in peculato, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico per una transazione tra la Regione e il "Miulli"di Acquaviva delle Fonti (Bari), un ospedale regionale nonché ente ecclesiastico, Vendola precisa: "La seconda accusa riguarda una transazione che non c’è stata. Non capisco come possa essersi incardinato il reato di peculato. Io sono coindagato con il vescovo di Altamura per una ipotesi di peculato, mentre contemporaneamente, davanti al Consiglio di Stato, il vescovo di Altamura mi ha chiamato in causa perché non abbiamo fatto quella transazione".

Ma Vendola ha parlato anche di finanziamenti pubblici ai partiti, che lui considera una "necessità" pur fissando un tetto alle spese della campagna elettorale perché "la politica non può essere fatta solo da politici e faccendieri. Quando è caduta la prima Repubblica sono arrivati Berlusconi e la Lega".

E ha rifilato una stoccata nei confronti di Beppe Grillo, interprete di "un populismo che non può dare prospettiva al Paese" e il cui pericolo "è l’idea di un demiurgo che salvi l’Italia con semplificazioni virulente, con la bestemmia salvifica quando serve, invece, una partecipazione consapevole e colta dei cittadini".

Ma a tenere banco è sempre il tema della sanità in Puglia. Vendola ripercorre il passato, la vicenda del senatore Alberto Tedesco e spiega: "Quando c'è stata la prima agenzia che ipotizzava che fosse indagato, Tedesco dopo un'ora correttamente si è presentato a me e ha dato le dimissioni. Dopo due ore c'era un nuovo assessore alla sanità". Dunque, Tedesco "correttamente" si è dimesso. Vendola "correttamente" a dimettersi non ci pensa proprio.

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