Ammazzano i monaci e perseguitano i giornalisti: ma c’è un aspetto incredibile che nessun giornale ha ricordato. C’è una zona del Paese dove un alone di segreto avvolge tutte le azioni repressive, per quanto sia trapelato che i prigionieri politici e religiosi siano centinaia da anni. Nel 2002 le autorità accolsero due delegazioni di giornalisti stranieri per dei viaggi informativi, massicciamente scortati: di ritorno dalla prigione di Drapchi, la più conosciuta della regione, un testimone raccontò che i detenuti erano come rigidi, silenti, ipnotizzati, tutti a fissare uno schermo e a guardare lo stesso cartone animato. Gli era stato ordinato di restare immobili. Questo in un Paese dove le attività religiose vengono equiparate al terrorismo, e i processi e le condanne a morte vengono tenuti segreti.
Gli arresti non risparmiano i monaci che svolgono semplici attività religiose, e i detenuti morti per torture o per maltrattamenti sono centinaia.
Le autorità, forse per acquietare l’opinione pubblica internazionale, per l’estate del 2008 hanno sorprendentemente deciso di concedere migliaia di accrediti per la stampa estera: ma i giornalisti non vedranno niente di quanto sopra, perché gli stadi olimpici sono tutti estremamente lontani dal Tibet.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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