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Lezione di islam nelle scuole. L’insegnante: “Generazione che ci fa sperare”. Pronta un’interrogazione

Lega e Fratelli d’Italia attaccano l’ingresso dell’Istituto Averroè nelle aule, anche alle elementari. Delmastro: "Qui non si parla di dialogo culturale, ma di indottrinamento". Sardone “Questa non è cultura, ma propaganda islamista"

Lezione di islam nelle scuole. L’insegnante: “Generazione che ci fa sperare”. Pronta un’interrogazione
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Il caso sollevato da Il Giornale dell’istituto islamico di Piacenza che entra nelle scuole, anche elementari, sta generando un terremoto politico. L’Istituto di Studi Islamici Averroè, facente parte del centro culturale islamico medesima città, infatti, propone corsi di Islam: tra i casi di cui siamo a conoscenza c’è quello dei bambini di due quinte elementari delle scuole di Pontenure (Comune nel piacentino) , che hanno visitato il centro. E poi quelli licei Melchiorre Gioia e Colombini, in cui il centro Averroè è entrato durante le ore di religione.

Tra le frasi pronunciate dall’insegnante che ha deciso di ospitare l’Istituto Averroè spicca quella in cui dice che “è una generazione che ci fa ben sperare nel futuro, come il caso della moschea di Piacenza che ha sempre collaborato con noi come scuola”. A intervenire, presentando un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valditara, è il deputato della Lega Rossano Sasso: “Quanto scoperto dai giornalisti de Il Giornale è la dimostrazione eclatante del pericolo dell'islamizzazione della società attraverso la scuola. A Piacenza una scuola coranica attua da tempo una vera e propria campagna di proselitismo nelle scuole superiori ma anche alle elementari, e a dirlo dai microfoni dell'emittente araba Al Jazeera è proprio una ragazza di Piacenza che si è convertita all'Islam. Ho appena depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro Valditara, sempre molto attento e sensibile al tema, e settimana prossima chiederò in commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera l'immediata calendarizzazione della risoluzione a mia prima firma contro l'islamizzazione della scuola. Certi insegnanti dovrebbero smetterla di consentire a imam e rappresentanti vari delle moschee di entrare nelle classi dei nostri figli per spiegare l'Islam e soprattutto senza il consenso dei genitori. Esistono numerosi Paesi musulmani nel mondo, se vogliono seguire i precetti del Corano si trasferiscano lì dove sharia, privazione delle libertà e sottomissione della donna sono i prodotti tipici locali, ma i fan di Corano e Maometto la smettano di utilizzare la scuola come palco per la propria propaganda”.

Secondo la vice del Carroccio Silvia Sardone “questa non è cultura, ma propaganda islamista, rilanciata persino da Al Jazeera. Non possiamo permettere che organizzazioni esterne, legate a centri islamici su cui ci sono già interrogativi aperti, utilizzino le nostre aule per fare proselitismo religioso. I genitori sono stati informati? È stato chiesto il loro consenso esplicito? La Lega, con l’on. Sasso, ha già presentato una risoluzione alla Camera che chiede una regolamentazione più stringente per le attività scolastiche a contenuto religioso. La scuola pubblica non può diventare terreno di conquista ideologica e religiosa. Dobbiamo difendere il diritto dei genitori di sapere cosa viene insegnato ai loro figli”. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia dura la reazione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: “Qui non si parla di dialogo culturale, ma di indottrinamento. Qui non si parla di integrazione, ma di islamizzazione strisciante. La scuola pubblica deve essere laica, regolata, trasparente.


Non un terreno di conquista ideologica né tantomeno un laboratorio per sperimentazioni religiose su minori”.

Così come quelle dell’europarlamentare Carlo Fidanza: “Dopo le “lezioni di sharia” a Brescia lo scorso 4 gennaio, nel piacentino l’Istituto di Studi Islamici - che ha sede in un centro che ha promosso raccolte fondi per l’associazione di Mohammad Hannoun - propone corsi di Corano addirittura ai bambini di quinta elementare, con tanto di applausi da parte di Al Jazeera. Giù le mani dai bambini”.

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