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“Se lanciano bombe carta, gli sparo in testa”: bufera sul sindaco di Trieste e dalle opposizioni parte il solito assalto

Dopo gli scontri in cui sono rimasti feriti tre poliziotti, Dipiazza usa parole durissime contro i violenti. Pd, M5s e Calenda attaccano il primo cittadino e chiedono un passo indietro

Scontri tra polizia e manifestanti

Contro i violenti, il sindaco di Trieste si comporterà di conseguenza. Scoppia la polemica per le parole del primo cittadino di Forza Italia, Roberto Dipiazza, sugli incidenti di due sere fa in cui sono stati feriti tre agenti a Trieste.

“La Costituzione prevede il diritto a manifestare, ma le manifestazioni devono essere pacifiche, se questi continuano a usare la violenza allora ci comporteremo di conseguenza: non possono pensare di occupare casa mia e se lanciano bombe carta nella mia città, allora io gli sparo in testa”. Il forzista Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, intervistato dal Piccolo, non usa mezze misure commentando gli incidenti che due sere fa hanno portato al ferimento di tre agenti di polizia.

Dichiarazioni che hanno scatenato le reazioni delle opposizioni, con annessa richiesta di dimissioni.“A Trieste c’è un sindaco che istiga a ‘sparare in testa’ e tanto basta per chiedergli di fare un passo indietro”, dichiara la deputata del Pd Debora Serracchiani la quale considera “gravissimo” che “un’istituzione evochi l’esecuzione sommaria contro chiunque, fossero pure gli antagonisti in piazza”. Secondo l’esponente dem, “un sindaco quando dice ‘io’ dà l’esempio ai suoi cittadini, e non vorremmo mai che qualcuno gli desse ascolto”. Serracchiani ammonisce: “A ridosso di scontri di piazza le autorità devono essere ferme ma non incoscienti e non devono parlare con disprezzo della vita, forse pensando di essere un piccolo Trump”. La deputata chiede, quindi, a Dipiazza di ritirare “pubblicamente le parole sciagurate che ha dato alla stampa, lo facciano le destre che lo sostengono, altrimenti sarà chiaro che c’è una volontà premeditata di far salire alle stelle la tensione”.

Anche per il senatore Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 stelle, le parole di Dipiazza “sono di una gravità inaudita”. Il pentastellato non ha dubbi: “La violenza va sempre condannata, senza ambiguità, e agli agenti feriti negli scontri va tutta la nostra solidarietà. Ma un rappresentante delle istituzioni non può rispondere alla violenza evocandone altra, addirittura letale. Tanto più in un clima di tensione seguito alla tragica morte di due giovani nel Porto Vecchio. Servono responsabilità, umanità e rispetto delle istituzioni”. Patuanelli, infine, sentenzia: “Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di abbassare i toni, non di alimentare ulteriormente l’odio”. Carlo Calenda, leader di Azione, si accoda alle critiche degli esponenti del campo largo: “Spero bene che il sindaco ritiri queste parole ridicole e insieme gravissime o si dimetta. Le istituzioni non possono in nessun caso evocare uccisioni”.

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