Si dimettono i presidenti di tre Province. Podestà (Milano) non lascia

Lasciano Cesaro (Napoli), Armosino (Asti) e Simonetti (Biella). Stanno scadendo i termini di incompatibilità con la carica da parlamentari. Il presidente della Provincia di Milano ci ripensa

Il presidente della Provincia Guido Podestà
Il presidente della Provincia Guido Podestà

Una raffica di dimissioni. Uno dopo l'altro fanno un passo indietro numerosi presidenti di Provincia. E tutti a ridosso della scadenza, prevista per legge, di scelta tra l'incarico nell'ente locale e la (attuale o futura) poltrona in parlamento. Così, questa mattina, a presentare la lettera di dimissioni sono stati Luigi Cesaro (Napoli), Maria Teresa Armosino (Asti) e Roberto Simonetti (Biella).

Un protesta durissima contro i tagli (pesantissimi) fatti dal governo Monti. Un grido d'allarme per gli enti locali che protestano contro la mancanza di fondi per il territorio. Da Asti a Napoli, le accuse mosse dai presidenti di Provincia sono sempre le stesse. Anche Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, fa sapere di voler fare un passo indietro. Poi ci ripensa e lo comunica via Twitter: "Ci sarebbero tutte le ragioni per dimettersi ma il senso del dovere mi impone di rimanere a continuare il mio lavoro, nel rispetto dei cittadini".

Il presidente della Provincia di Asti, Maria Teresa Armosino, fa un passo indietro denunciando l'impossibilità di "far valere le ragioni del territorio". Nella lettera inviata ai consiglieri provinciali l'esponente del Pdl ha ricordato che "le ultime disposizioni normative porteranno alla soppressione della Provincia di Asti e che i recenti tagli dei trasferimenti statali causeranno all’ente uno squilibrio di bilancio, nonostante l’amministrazione abbia, sin dal suo insediamento, attivato le operazioni volte alla riduzione delle spese e la gestione risulti corretta, trasparente e in linea con le previsioni di bilancio". La Armosino, eletta nel 2008 al ballottaggio con il 58% dei voti e tuttora parlamentare del Pdl, ha duramente criticato il decreto "salva enti" (in via di pubblicazione sulla Gazzetta) Ufficiale provocherà "l’inevitabile e incolpevole dissesto delle Province". "Il riordino non tiene conto delle funzioni e dei servizi svolti dalla Provincia, nè dell’impoverimento del territorio astigiano conseguente alla perdita della circoscrizione provinciale quale sede di molte istituzioni statali", ha concluso assicurando comunque la prosecuzione del proprio impegno in parlamento.

Firmando la lettera di dimissioni dall’incarico, il presidente della Provincia di Biella, Roberto Simonetti, ha elencato le difficoltà seguite ai tagli di risorse e le nuove norme sul riordino delle Province. Simonetti, che attualmente è parlamentare della Lega Nord, ha anche sottolineato che la cancellazione della Provincia di Biella voluta dal governo Monti, "i dati drammatici del suo bilancio a causa dei tagli subiti ai trasferimenti erariali, la legge sull’ineleggibilità e la necessità del Biellese di essere rappresentato all’esterno dei propri confini", lo hanno spinto a rassegnare le dimissioni. Un atto che l'esponente del Carroccio ha definito "necessario" per poter proseguire l'attività politica ed istituzionale di rappresentanza concreta del territorio.

Una scelta diversa è stata, invece, fatta dal presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci che, questa mattina, ha convocato una conferenza stampa per annunciare l'indisponibilità a candidarsi alle prossime elezioni. Commentando la rinuncia a correre per la Camera, l'esponente del Pd ha spiegato che la sua è una scelta "rivoluzionaria visti i tempi". Non ci saranno, invece, dimissioni da protocollare per il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro che intende ripresentarsi alle prossime elezioni politiche. La strada scelta per lasciare l’incarico è una mozione presentata in un consiglio provinciale convocato d’urgenza per dichiararlo decaduto. Ieri, invece, era stata la volta del sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, che si è dimesso per potersi candidare con il Pd alle elezioni politiche della prossima primavera. "Lascio con la convinzione di aver rispettato e realizzato in anticipo il programma presentato agli avellinesi", ha spiegato.

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