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“Siamo tutti black bloc”. Carc e “antifa” alzano la tensione

Allerta per il raduno del 5 settembre. Nuove rivendicazioni delle violenze

La bagarre Consiglieri comunali 5S a Torino con la bandiera No Tav

Gli assalti ai cantieri della Valle di Susa dello scorso sabato potrebbero essere stati l’ultimo grande evento antagonista prima delle «vacanze» estive. Le indagini sono in corso per individuare i soggetti che vi hanno preso parte e pare ci sia anche una traccia che conduce alla regia di Askatasuna per almeno uno degli assalti, quello al cantiere di San Didero. «Non c’è da prendere nessuna distanza: sia in presenza sia col cuore e la partecipazione c’eravamo tutti e tutti rivendichiamo quello che è capitato», ha dichiarato Nicoletta Dosio, storica NoTav. Questo benché si parli di presenza ampia e ragguardevole di antagonisti stranieri, come ha sottolineato anche la segretaria del Pd Elly Schlein in un’intervista. All’interno del «Blocco Nero», infatti, c’erano anche antagonisti italiani appartenenti ai centri sociali e ai collettivi di tutta Italia.

Sono sigle ben note alle forze dell’ordine, che hanno confermato la propria presenza in Val di Susa sui social nel corso dell’assalto, ed è probabile siano anche gli stessi che, dopo la pausa dalle grandi manifestazioni di piazza (a meno di particolari condizioni), prenderanno parte all’assemblea nazionale «Free all Antifas», convocata il prossimo 5 settembre a Roma, nell’ambito di Renoize Festival Antifa. Sarà il primo incontro della «nuova stagione», che avrà come linea guida l’intenzione di «resistere ai fascismi, organizzare la solidarietà, costruire nuovi immaginari». Nulla di diverso rispetto a quanto da anni viene organizzato a livello locale in tutta Italia, con i volti dell’antagonismo militante dell’estrema sinistra di piazza, per pianificare la strategia di «contrattacco» contro il «governo della repressione», perché, scrivono, è «sempre più necessario un livello di coordinamento e organizzazione contro la repressione e per restituire fiducia alle lotte».

Ma prima di arrivare a settembre ci sono gli incontri estivi dell’area antagonista, tra cui la «Festa Nazionale della Riscossa Popolare» dei Carc, in calendario dal 31 luglio al 9 agosto al circolo Arci Putignano di Pisa. Nella giornata di esordio, nel panel dedicato alla Palestina, è prevista anche la presenza di Stefania Ascari, parlamentare del M5s, oltre a quella di Saif Abukeshek e di Maria Elena Delia, tra i volti più riconoscibili della Flotilla: il primo è stato arrestato da Israele nel corso dell’ultima spedizione ed è diventato ospite frequente nelle manifestazioni pro Pal. Oltre a questi appuntamenti «di cartello» ci sono anche quelli più piccoli ma non meno interessanti dal punto di vista sociologico, come la «passeggiata della fratellanza», promossa anche dall’attivista pro Pal Brahim Baya nel quartiere torinese di Barriera di Milano, una delle zone più complesse della città, dove la presenza straniera è diventata pressoché maggioritaria. «Una marcia contro odio guerre e carovita», si legge nel cartello multilingue che circola sui social, sul quale campeggia in bella mostra una fotografia esemplificativa: «La polizia uccide», con riferimento ad Abderrahim Fakir, morto durante un arresto a Bologna. Le indagini sono ancora in corso, ma da quelle parti hanno già sentenziato.

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