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Sinistra in tilt: Piccolotti (Avs) la difende, Verini (Pd) la critica

Lady Fratoianni contro i lavoratori Silenzio Schlein-Conte

"Solo reati da centro sociale". La moglie di Fratoianni assolve la Salis

La signora Elisabetta Piccolotti in Fratoianni va contro i lavoratori, coerentemente con Sinistra Italiana di cui il marito è segretario: «Questo processo», quello della Salis, «si deve ancora tenere. Ilaria non si è mai presentata alle udienze perché non aveva mai ricevuto le comunicazioni. Pare che non ci sia il fondamento di una condanna di questo tipo, nel senso che Salis ha le prove, a suo dire, di un comportamento corretto tenuto nei confronti dei suoi collaboratori». C’è dell’altro: «Questioni così ne hanno altre decine di parlamentari». Capito lavoratori? Guai però a dire che Piccolotti non lavora, perché un giorno alla Camera ha informato gli italiani, protestando contro la maggioranza, che si era dovuta svegliare alle sei per arrivare in parlamento preparata alle otto, e va ricordato che è arrivata puntualissima.

Walter Verini, senatore del Pd, la Salis invece la critica. Al Giornale però parla della manifestazione in cui l’eurodeputata era sotto la bandiera delle brigate pro Tito: «L’aver difeso i diritti umani quando stava nelle disumane carceri di Orbán non mi impedisce, anzi, di essere radicalmente distante da comportamenti che a loro volta non prendono radicali distanze dalle violenze. Sulla tragedia delle foibe», sottolinea Verini, «non possono esserci equivoci, rimozioni, reticenze, che la sinistra ha ormai superato. Le persone civili non rimuovono il male assoluto della Shoah e nemmeno i massacri contemporanei, dal 7 ottobre a Gaza, all’Ucraina aggredita. Civiltà e umanità impongono di non rimuovere in alcun modo la memoria delle foibe».

I leader del Pd e dei 5Stelle non parlano. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fdi alla Camera, li inchioda: «Pretendiamo che Schlein e Conte escano dal loro ambiguo mutismo: condannino l’apologia dei crimini comunisti e questa vergognosa offesa alla memoria italiana. Io e i deputati di Fratelli d’Italia», va avanti Bignami, «esprimiamo vicinanza all’Unione degli Istriani e a tutto il mondo dell’associazionismo giuliano-dalmata. Non consentiremo di riscrivere quella storia che per troppo tempo è stata offuscata e manipolata».

Silenzio anche dai capi della Salis, Fratoianni (l’eurodeputata ha la tessera di Sinistra Italiana) e Bonelli, per i quali l’europrodigio può dire e fare ciò che vuole e il motivo è semplice: temono che l’europarlamentare, ormai punto di riferimento elettorale dei centri sociali, porti via i quasi 180mila voti presi alle elezioni europee del 2024.

Il Giornale ha chiesto un commento a decine di parlamentari di centrosinistra. Molti si sono negati. Qualcuno, temendo di perdere il posto in lista, ci ha chiesto l’anonimato.

«Cosa volete che vi dica?», si è sfogato un deputato del Pd, «non è certo il massimo stare in coalizione con personaggi simili: i suoi referenti dovrebbero dirle qualcosa, perché vanno bene le battaglie politiche contro la destra, e ci mancherebbe altro, ma ormai ha superato il limite».