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Spazi cresciuti del 430%. “La pubblicità luminosa toglie anche il sonno”

La consigliera Arienta (Pd) ora sollecita la giunta Sala: “Il regolamento mai toccato in vent’anni. Proteste da Citylife a Porta Lodovica”

Petizione La consigliera Pd Arienta ha anticipato alla giunta e all'aula che se non sarà modificato il regolamento sugli spot luminosi lancerà una petizione con i cittadini

Il fenomeno divide. C’è chi sogna una Milano modello Times Square o i maxi spot tridimensionali che vanno di moda nelle metropoli cinesi e sembrano «bucare» lo schermo, grazie a illusioni ottiche e intelligenza artificiale. La consigliera comunale del Pd Alice Arienta ha riportato invece lunedì in aula le proteste di tante «famiglie che vivono nei pressi delle installazioni pubblicitarie luminose», da Citylife a Porta Lodovica. Arienta aveva depositato un’interrogazione sull’«inquinamento acustico prodotto da monitor, schermi e altri impianti innovativi e tecnologicamente avanzati per la pubblicità», per quantificare la presenza e «capire se il regolamento affissioni su questo punto sia mai stato modificato a distanza di quasi 20 anni», ma ci ha messo quasi un anno a ricevere una risposta. É arrivata dall’assessore alle Risorse finanziarie Emmanuel Conte. «Sono a dir poco sbalordita dai dati - ammette -. Non solo perchè non esiste tutela per i milanesi rispetto a parametri che obblighino le società pubblicitarie a rispettare orari di accensione e volumi di intensità luminosa compatibili con la distanza ravvicinata tra edifici che abbiamo nella nostra città. Camere da letto di bambini, salotti e cucine che si trovino davanti a queste installazioni risultano illuminate a giorno fino a tardi o tutta la notte». E gli operatori chiaramente si siano via via concentrati verso questa tipologia. «L’aumento del numero di concessioni di spazi per monitor led e schermi pubblicitari dal 2014 ad oggi è pari a circa il 429,96%. Il numero di impianti nel 2014 era pari a 277, nel 2025 è arrivato a quota 1.468. E se nel 2014 erano 78 sul totale gli impianti con superficie oltre i 4 mq nel 2025 sono saliti a 282. E punta l’attenzione anche sull’aumento della superficie espositiva: «Nelle zone normali è aumentata di circa sei volte, dai 1.081 mq del 2014 ai 6.639 del 2025. Nelle zone speciali» come il centro storico «è passata da 1.290 mq a 22.988, è cresciuta di circa diciotto volte. L’aumento interessa soprattutto gli impianti di maggiori dimensioni. Nel 2025 risultano 174 grandi impianti nelle zone normali, 460 grandi impianti nelle zone speciali. La maggior parte della superficie pubblicitaria è oggi concentrata negli impianti di dimensioni maggiori, che sono anche quelli più remunerativi per il Comune. Nel 2025 la superficie pubblicitaria nelle zone speciali, 22.988 mq, è circa 3,5 volte quella delle zone normali (6.639 mq)». Una concentrazione, secondo la consigliera dem, «eccessiva, in assenza di tutele sanitarie va rivista». Aggiunge che nel 2025 le concessioni in zone normali hanno prodotto incassi pari a 861.647 euro e nelle zone speciali oltre 2,9 milioni. E di questi, l’importo prodotto dai maxi impianti (oltre 4 mq) è stato di 2,5 milioni». Ricorda che «le uniche ordinanze che si possano usare per dettare limiti al regolamento sono quelle della mobilità, legate al pericolo per il traffico». Il regolamento «non viene modificato da 20 anni e mi è stato risposto che non è intenzione del Comune toccarlo. Perchè abdicare a una regia pubblica? Va rivisto in ottica di tutela della salute e rimodulazione delle tariffe. Se non sarà il consiglio comunale a portare avanti questa battaglia lo farò io, anche attraverso una petizione».

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