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“Sulla separazione della carriere non molliamo”. La sfida dei garantisti riparte dalla Camera

Il 6 novembre l’evento alla Camera promosso da Costa e Caiazza per ribadire la linea riformista dopo il referendum. Nel mirino il ddl delle Camere Penali, la riforma del Csm a Costituzione invariata e l’emergenza carceri, con un confronto aperto anche all’Anm

Convegno Garantisti

L’appuntamento è al 6 novembre, per gli Stati Generali dei Garantisti, la dimostrazione che dopo la sconfitta al referendum i sostenitori della riforma non mollano. Ieri alla Camera ha presentato l’evento, cui parteciperà il leader di Forza Italia Antonio Tajani, il capogruppo degli azzurri a Montecitorio Enrico Costa: “Sostenere posizioni garantiste non è sempre popolare e spesso non si tratta di battaglie capaci di produrre consenso immediato. Riteniamo, però, che avere un’identità politica chiara e coerente su questi temi conferisca credibilità e forza alle battaglie che portiamo avanti”. Ricorda che 13 milioni di cittadini hanno votato SI e annuncia:” In Parlamento ripresenteremo la proposta di legge dell’Unione delle Camere Penali, con un alto valore simbolico e la battaglia prosegue per mantenere accesa la fiamma riformista. Fi si batterà perché questi principi garantisti vengano affermati quotidianamente e inseriti nel programma elettorale. Su questo tema non molleremo, non abbandoneremo e non volteremo pagina".

Con lui c’era Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Osservatorio Giustizia Liberale della Fondazione Einaudi, che ha preannunciato un Manifesto dei Garantisti. Si ripartirà da dove si era rimasti e cioè appunto dalla separazione delle carriere tra pm e giudici. “Tanti sostenitori del No hanno detto che potevamo farla senza cambiare la Costituzione e andremo avanti in questa direzione, magari potremmo trovarci al fianco chi ci diceva questo, come il frontman del NO, Enrico Grosso”. Quella di Caiazza suona come una provocazione, ma testimonia la volontà di non arrendersi su una battaglia storica di Fi e del centrodestra. Secondo l’avvocato si può separare le carriere dei magistrati senza cambiare la Carta, ad esempio “con due sezioni del Csm, intervenendo sulle norme sui concorsi”. Ricorda che c’è stata già una proposta Pecorella proprio sulla separazione delle carriere senza modifica della Costituzione.

Per una battaglia persa, altre sono state vinte, si ricorda, come quella sull’obbligo di pubblicazione delle sentenze di assoluzione, per ricondurre le indagini preliminari al loro ruolo, senza leggerle come una condanna anticipata. E poi c’è l’impegno per le carceri sovraffollate dove, spiega Costa è ben difficile rispettare il principio costituzionale per cui sempre la pena, oltre ad essere certa, deve tendere alla rieducazione del condannato.

Venerdì il presidente dei deputati di Fi aprirà gli Stati generali dei garantisti alla Camera proprio con Caiazza. Ma il programma è ampio e diversificato, non prevede solo chi si è più impegnato prima del voto di marzo per il SI alla riforma della giustizia, come il capogruppo azzurro in Commissione Giustizia Pierantonio Zanettin, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il presidente delle Camere penali Francesco Petrelli o il presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto. Interverrà anche il segretario dell’Anm Rocco Maruotti, fieramente schierato sull’altro fronte.

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