Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:47
Interni

Torino nega la festa alla Polizia penitenziaria

Il sindaco dem dice no all’evento ma ha dato l’ok ad Askatasuna e centri sociali

Dem Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo

Non c’è posto per le celebrazioni della Polizia penitenziaria nelle piazze torinesi, disponibili invece per accogliere manifestanti, contestatori e centri sociali. Così il sindaco Stefano Lo Russo sfratta le celebrazioni nazionali per i 210 anni e nega un angolo cittadino alle donne e agli uomini che ogni giorno operano in un mondo non facile come quello del carcere. E la giustificazione del diniego pare essere una toppa che reca più danni del buco: «La decisione è esclusivamente legata a elementi di carattere organizzativo», ha scritto in una nota ufficiale il sindaco dem, dopo le ripetute richieste di spiegazione da parte dei sindacati, che ora sono pronti a dar battaglia per ottenere una piazza, anche non centrale della città.

La dichiarazione di Lo Russo, sembra l’ennesimo tentativo di non decidere, per non scontentare nessuno a pochi mesi dalle elezioni. A sostenerlo, in maniera molto chiara è Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, il sindacato di polizia penitenziaria: «Ci auguriamo che dietro questa scelta ci siano esclusivamente reali e dimostrabili motivi logistico-organizzativi. Se al contrario dovessimo scoprire che tale decisione è stata dettata da mere logiche di opportunità politica, magari legate alla vicinanza delle prossime elezioni comunali, ci troveremmo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita e ancor più vergognoso».

Quello che non torna nella decisione del sindaco Lo Russo, è un veto che arriva dopo aver concesso l’utilizzo delle oltre dieci più importanti e centrali piazze torinesi, per ogni tipo di protesta e di manifestazione: dai No Tav agli anarchici, ai centri sociali, tra i quali Askatasuna che quasi sempre ha messo a fuoco e fiamme la città. Inoltre la richiesta di un luogo per celebrare la Polizia penitenziaria è arrivata negli uffici comunali con largo anticipo, visto che la manifestazione si dovrebbe svolgere a marzo del prossimo anno. Ma Lo Russo ribadisce che Torino - città che ospita grandi eventi come il torneo tennistico delle Atp Finals, il Salone internazionale del Libro, il Torino Film Festival, «non è nelle condizioni di organizzare la manifestazione» e propone anche una soluzione: celebrare i 210 anni non nel 2027 come da calendario, ma nel 2028. Anno più anno meno, per Lo Russo non fa la differenza.