"Torna Forza Italia e io sarò il numero uno"

L'ex premier ai microfoni del TgUno sul caso Ruby: "Una sentenza grottesca. C’è una concussione con un concusso che nega di averla subita. C’è un’induzione con una indotta che nega di aver avuto alcun rapporto e soprattutto per arrivare a quella sentenza il colegio ha dovuto invitare la Procura a sottoporre a indagine trentadue testimoni, cosa che non s’è mai vista"

"Torna Forza Italia e io sarò il numero uno"

E' ufficiale, lo ha detto lo stesso Berlusconi davanti alle telecamere del TgUno: rinasce Forza Italia. Ma non sparisce il Pdl: "Il Popolo della libertà - ha detto l’ex presidente del Consiglio - resterà come coalizione dei partiti del centrodestra. Forza Italia ne farà parte e temo che sarò ancora chiamato ad essere il numero uno".

Poi il Cavaliere ha commentato il verdetto del tribunale di Milano: "È davvero grottesca la sentenza Ruby: c’è una concussione con un concusso che nega di averla subita, c’è un’induzione alla prostituzione con una indotta che nega di aver avuto alcun rapporto, oltretutto per arrivare a quella sentenza il collegio ha dovuto invitare la procura a sottoporre ad indagine 32 testimoni a favore. Una cosa che davvero non si è mai vista".

Nel mirino del Cavaliere c'è la sentenza Ruby, ma anche quella del lodo Mondandori: "Se c’è un settore da riformare in Italia è la giustizia - affonda il Cavaliere ricordando il caso Cir -. Praticamente fui costretto a vendere giornali, riviste e perfino una cartiera. Noi siamo stati penalizzati e poi costretti a pagare 565 milioni a fronte di un valore delle azioni Mondadori di 100 milioni. Cinque volte e mezzo il valore complessivo del gruppo De Benedetti che infatti si alzò da quel tavolo molto soddisfatto, come testimonia una intervista dell’epoca". Processi dietro ai quali ci sarebbe un disegno: "Stanno cercando di colpirmi sul piano patrimoniale, dell’immagine e dei diritti politici e addirittura sul piano della sua libertà".

Il Cavaliere ha ribadito il suo appoggio all'esecutivo di Enrico Letta: "È un sostegno al Governo, il nostro, di tutto il movimento, convinto e assolutamente leale. Le dichiarazioni di qualche esponente del Pdl devono essere intese soltanto, soprattutto come uno stimolo a fare di più".

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