Cronache

Tutto esaurito in Sicilia Soldi ai privati per ospitare i profughi

Strutture piene e lo Stato paga 30 euro al giorno a persona

Tutto esaurito in Sicilia Soldi ai privati per ospitare i profughi

I profughi, 3.500 solo nell'ultima settimana, sono in salvo, la Sicilia però è in piena emergenza. I numeri parlano da soli. Nel 2013 si sono registrati 35mila sbarchi sulle coste dello Stivale (dati aggiornati al 14 ottobre), di cui 30mila in Sicilia. E data la provenienza dei viaggi della speranza, si può presumere a ragione che quasi tutti i migranti saranno richiedenti asilo. Alla fine del 2012 i profughi in Italia erano 64.779 secondo la stima dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati.
I Centri di primo soccorso e accoglienza e quelli per richiedenti asilo stanno letteralmente scoppiando e anche ieri si sono registrati nuovi sbarchi: ad Augusta, dove in serata sono giunti 400 immigrati recuperati a bordo della San Marco e 99 a Lampedusa per lo più siriani.

Per decongestionare questi centri il Ministero dell'Interno, che ha convocato una riunione con i vertici dei dipartimenti Immigrazione, Pubblica sicurezza e vigili del fuoco e con i prefetti della Sicilia, ha chiesto alle Prefetture dell'isola di reperire sistemazioni del tutto temporanee nei propri territori. La questione sarà posta all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni, al fine di un possibile coinvolgimento di tutto il territorio nazionale. Le Prefetture siciliane si sono quindi date da fare per indire bandi per richiedere ai privati la disponibilità a svolgere servizio di accoglienza in favore dei cittadini extracomunitari. A fronte di un corrispettivo giornaliero di 30 euro più Iva a immigrato accolto, si dovranno garantire il servizio di assistenza generica alla persona, la fornitura di beni, servizi di gestione amministrativa, assistenza sanitaria, pulizia e igiene ambientale, l'erogazione dei pasti, e un pocket money di 2,50 euro.

I bandi sono aperti. È necessario trovare strutture da adibire all'accoglienza. Già nel 2008 l'emergenza si trasformò in molti casi in business per proprietari di strutture ricettive e persino di capannoni che disponevano dell'agibilità e capaci di accogliere numerosi migranti, e questo - a parte sporadici casi in cui si richiede la convenzione a privati sociali, ossia a cooperative sociali e associazioni - avverrà anche a breve. Sono tantissimi gli immigrati da «smistare» in strutture diverse da quelle già occupate, presumibilmente fino a dicembre, anche se sarà difficile entro quella data trovare altre soluzioni. La Prefettura di Messina ha messo a disposizione il palazzetto dello Sport «Primo Nebiolo», di proprietà degli Studi di Messina, ed è in cerca di un'area di proprietà pubblica in cui allestire una tendopoli. Non si tratta dell'unico palazzetto dello Sport destinato agli immigrati. Quello di Pozzallo ne ospita 250. Ma le mamme degli sportivi non ci stanno e si sono rivolte al sindaco, Luigi Ammatuna. «Va bene l'accoglienza - dicono - ma questo non autorizza nessuno a fare pesare il problema immigrazione sui nostri bambini».

I Cpsa e i Cara, quindi, non sono i soli a scoppiare in Sicilia. Il sindaco di Pozzallo ha riferito della rinuncia di alcune donne alla corsa mattutina o alla passeggiata serale perché denunciano di essere state vittime di molestie da parte di immigrati che entrano ed escono dal Cpsa, che ne ospita 500. In alcune parti dell'isola sono, invece, gli immigrati a essere insorti. Chiedono la velocizzazione delle loro pratiche o, in alcuni casi, migliori condizioni di accoglienza che, in una situazione di enorme emergenza, risultano davvero molto difficili da potere garantire. «La situazione è obiettivamente complicata, quasi insostenibile - dice il direttore del Cpsa di Pozzallo, Giovanni Gambuzza -. Abbiamo fatto e continueremo a fare del nostro meglio, ma è chiaro che occorre provvedere al più presto a trasferire buona parte delle persone sbarcate a Pozzallo».

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