L’Iran è attraversato da una delle fasi più violente di repressione degli ultimi anni. Le proteste contro il regime, esplose a inizio gennaio, hanno provocato migliaia di morti e decine di migliaia di arresti, secondo le Ong.
Teheran risponde con la forza, ricorrendo anche a milizie alleate straniere e imponendo un blocco quasi totale di Internet, che potrebbe diventare permanente. Sul piano internazionale crescono le tensioni diplomatiche, mentre da Trump a Meloni arrivano prese di posizione che riflettono la gravità della crisi.Usa a Teheran, tutte le opzioni sul tavolo, non scherzate con Trump
"Abbiamo ricevuto rapporti secondo cui la Repubblica Islamica sta preparando opzioni per colpire le basi americane. Come ha più volte sottolineato il presidente Trump, tutte le opzioni sono sul tavolo e, se il regime della Repubblica Islamica dovesse attaccare le proprietà americane, la Repubblica Islamica 'si troverà di fronte a una forza molto, molto potentè. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: non scherzate con il presidente Trump". E' quanto si legge in un post nella pagina X del Dipartimento di Stato americano in lingua farsi.
Khamenei: "Spezzeremo la schiena ai sediziosi"
Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran, ha affermato che le autorità "devono spezzare la schiena ai sediziosi".
Khamenei, rivolta americana è stata repressa
"L'ultima rivolta anti-iraniana è stata diversa in quanto il presidente degli Stati Uniti è intervenuto personalmente". Lo ha detto la Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, parlando delle recenti proteste scoppiate nel Paese. "L'obiettivo degli Stati Uniti è quello di inghiottire l'Iran, è stata una rivolta americana e il popolo l'ha repressa", ha aggiunto, "l'intelligence americana e sionista ha addestrato i leader dei rivoltosi all'estero". Lo riporta Ynet.
Media, la polizia iraniana sequestra i filmati delle telecamere di sorveglianza
Gli agenti di sicurezza iraniani stanno visitando case e aziende per identificare i manifestanti e facendo pressione affinché vengano consegnate loro le schede di memoria delle telecamere di sorveglianza degli edifici. Lo scrive Iran International. Secondo il media d'opposizione basato a Londra un residente di Isfahan ha riferito che gli agenti hanno visitato il suo negozio e le attività commerciali vicine, facendo pressione su di loro affinché consegnassero i filmati delle telecamere di sorveglianza. Segnalazioni simili sono arrivate anche da Teheran e da altre città circa pressioni per consegnare i filmati delle telecamere di sorveglianza di edifici residenziali. Gli agenti di sicurezza hanno anche istituito posti di blocco nelle aree pubbliche, perquisendo telefoni cellulari e veicoli. Secondo queste segnalazioni, i cittadini trovati con immagini delle proteste sui loro telefoni sono stati arrestati.
Khamenei attacca Trump: "È colpevole per i morti in Iran"
La Guida suprema iraniana Ali Khamenei attacca Donald Trump, accusandolo di essere responsabile delle morti in Iran durante le proteste degli ultimi giorni. "Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana", ha detto l'ayatollah in occasione della festività islamica dell'Eid al-Mab'ath, secondo quanto riporta il suo profilo su X.
L'Iran pianifica una sospensione definitiva di Internet
Secondo attivisti iraniani specializzati in diritti digitali, l'Iran sta pianificando di abbandonare definitivamente l'internet globale, consentendo la connessione online solo a individui controllati dal regime. Lo scrive il Guardian. "È in corso un piano confidenziale per trasformare l'accesso a internet internazionale in un 'privilegio governativò", secondo un rapporto di Filterwatch, un'organizzazione che monitora la censura di internet in Iran, che cita diverse fonti iraniane. "I media statali e i portavoce del governo hanno già segnalato che si tratta di un cambiamento permanente, avvertendo che l'accesso illimitato non tornerà dopo il 2026". Secondo il piano, gli iraniani in possesso di autorizzazione di sicurezza o che hanno superato i controlli governativi avrebbero accesso a una versione filtrata dell'internet globale, ha affermato Amir Rashidi, leader di Filterwatch. Tutti gli altri iraniani avrebbero accesso solo all'internet nazionale: un internet domestico e parallelo, isolato dal resto del mondo. Il blocco di Internet in corso in Iran è iniziato l'8 gennaio, dopo 12 giorni di crescenti proteste anti-regime. E' uno dei più gravi blocchi di Internet della storia, più a lungo del blocco della rete realizzato in Egitto nel 2011 durante le proteste di piazza Tahrir. Un portavoce del governo ieri avrebbe dichiarato ai media iraniani che la rete internazionale rimarrà bloccata almeno fino al Nowruz, il capodanno persiano, che di solito cade attorno al 20 marzo.
Ong, 3.090 morti nelle proteste e oltre 22mila arresti
"Ventesimo giorno di proteste in Iran: 3.090 morti confermate, 3.882 casi in fase di revisione, 2.055 feriti gravi e 22.123 arresti, nel mezzo di un blocco di Internet a livello nazionale ormai alla sua seconda settimana". Lo rende noto su X l'Ong Human Rights Activists.
Media, per reprimere le proteste l'Iran ha usato forze alleate regionali
La Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dovuto ricorrere al supporto delle loro forze alleate nella regione nell'uccisione dei manifestanti iraniani l'8 e il 9 gennaio. Lo scrive Iran International. Secondo le informazioni raccolte dal media di opposizione basato a Londra, la Brigata Fatemiyoun dell'Afghanistan, la Brigata Zainebiyoun del Pakistan e le Forze di Mobilitazione Popolare dell'Iraq hanno compiuto una parte significativa delle uccisioni. Il media cita Hassan Hashemian, esperto di affari arabi. L'esperto ha dichiarato a Iran International che le autorità iraniane si sono rivolte a forze straniere a causa della carenza di personale. Secondo Hashemian la portata delle proteste in tutto l'Iran ha infatti superato la capacità delle forze di sicurezza interne. "La Repubblica Islamica sta affrontando una carenza di forze e la portata della rivolta nazionale iraniana è stata così ampia che le forze interne non sono riuscite a gestirla", ha affermato, aggiungendo che l'entità delle vittime segnalata indica il coinvolgimento di milizie esperte. "Il fatto che tra le 12.000 e le 20.000 persone siano state uccise in due giorni dimostra che questi gruppi sono stati schierati specificamente per uccidere. Hanno precedenti esperienze in Iraq e Siria".
Ong, Teheran al lavoro per limitare Internet in modo permanente
L'Iran sta pianificando di abbandonare definitivamente Internet, consentendo la connessione online solo a individui controllati dal regime. Lo riferisce 'The Guardian', che cita attivisti iraniani per i diritti digitali. "È in corso un piano confidenziale per trasformare l'accesso a Internet internazionale in un 'privilegio governativò", secondo un rapporto di Filterwatch, un'organizzazione che monitora la censura di Internet in Iran, citando diverse fonti nel Paese. "I media statali e i portavoce del governo hanno già segnalato che si tratta di un cambiamento permanente, avvertendo che l'accesso illimitato non tornerà dopo il 2026", prosegue il rapporto.
Iran: scontri davanti ambasciata a Londra, diversi arresti e feriti
Diversi agenti di polizia sono rimasti feriti dopo che una protesta davanti all'ambasciata iraniana a Londra è sfociata in violenza. Gli scontri hanno portato a diversi arresti, secondo la polizia londinese, i cui agenti sono stati colpiti da razzi. Lo riporta Sky News. I sanitari hanno confermato che quattro persone sono state trasportate in ospedale dopo che il London Ambulance Service è stato chiamato per i disordini a South Kensington alle 20.45 di ieri (ora locale). La polizia della capitale britannica ha fatto sapere che diversi suoi agenti hanno riportato ferite, e i filmati sui social media sembrano mostrare che anche altri manifestanti sono rimasti feriti durante le manifestazioni.
Meloni: "Lavoriamo per una de-escalation in Iran, condanniamo la repressione"
"Penso che noi dobbiamo lavorare per una de-escalation" in Iran, "è quello che l'Italia continua a fare, ne ho parlato tra l'altro anche con il sultano dell'Oman, che come sapete ha avuto un ruolo con noi molto importante nelle negoziazioni". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa all'ambasciata d'Italia a Tokyo. "Voglio ribadire la mia solidarietà nei confronti del popolo iraniano e delle persone che legittimamente manifestano per i propri diritti, per un futuro migliore, non credo che manifestare per i propri diritti si possa pagare con la vita: quindi condanniamo la repressione, condanniamo le uccisioni da parte del regime iraniano, chiediamo all'Iran di garantire l'incolumità dei cittadini che vogliono manifestare, ma stiamo lavorando per una de-escalation e per cercare di tornare su negoziazioni che possano risolvere soprattutto quello che riguarda il tema del dossier nucleare".