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Usano le scuole per lezioni di jihad e rivolte anti Meloni

I violenti di "Askatasuna" all'Università. A Roma una targa per Cuba e Venezuela

Usano le scuole per lezioni di jihad e rivolte anti Meloni
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Da Torino a Roma passando per Venezia, licei e università italiane sono ostaggio della propaganda dei collettivi "antifa", dei centri sociali e dei mondi pro Pal radicali che, tra assemblee, targhe senza autorizzazioni e occupazioni stanno monopolizzando il mondo della scuola.

Ieri al Campus Einaudi dell'Università di Torino si è svolta un'assemblea promossa dal centro sociale Askatasuna, sgomberato nelle settimane passate dopo l'assalto dei suoi militanti alla redazione del quotidiano La Stampa. L'assemblea è avvenuta in un'aula concessa dall'ateneo piemontese suscitando le proteste del centrodestra e degli studenti del Fuan che dicono "basta ad un'università ostaggio di gruppi antifa che fanno dell'odio politico e della violenza la loro caratteristica".

L'università si è giustificata sostenendo che "è giunta richiesta formale di autorizzazione per l'uso di un'aula per l'assemblea del 17 gennaio da parte di Cua, Studenti indipendenti, Cambiare Rotta, Fgc e Coordinamento antifascista universitario" ma, come prevedibile, si è trasformata in un'occasione per annunciare nuove mobilitazioni che probabilmente sfoceranno nella violenza. "Ci volevano in prigione, chiusi, ci avranno nelle piazze. A sarà dura!" hanno affermato i militanti del centro sociale lanciando un corteo per fine mese: "Il 31 gennaio vogliamo essere capillari e prenderci tutta la città. Sappiamo che siamo dalla parte giusta della storia, sta a noi lottare e resistere". L'iniziativa nasce "come risposta all'attacco del governo Meloni ai movimenti sociali" e coinvolge il movimento no Tav, i sindacati di base e il coordinamento antifascista. Presenti anche rappresentanti del centro sociale romano Spin Time che rischia lo sgombero per cui "non serve dialogo ma caos per creare un nuovo ordine".

Non vanno meglio le cose a Venezia dove il liceo Marco Polo ha organizzato un ciclo di incontri sulla Palestina con ospiti a senso unico. Gli incontri prevedono la visita alla mostra "(d)istruzione a Gaza: quando il genocidio si fa scolasticidio" con l'intervento di Alaeddin Al Sayed e Mahmood Abu Aisha dell'Università Al-Aqsa di Gaza e l'iniziativa L'arte come forma di decolonizzazione".

Il senatore di Fratelli d'Italia Raffaele Speranzon ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara affermando che: "la scuola pubblica non può diventare un laboratorio di indottrinamento ideologico. Qui non siamo di fronte a educazione civica, ma a una programmazione costruita su una narrazione politica unilaterale, proposta a studenti minorenni senza pluralismo, senza contraddittorio e senza equilibrio".

In questo clima si è arrivati al punto che alla Sapienza di Roma ieri mattina il collettivo studentesco comunista Cambiare Rotta ha organizzato una cerimonia con tanto di affissione di una targa sui muri dell'università con le bandiere di Cuba e Venezuela: "onoriamo e ricordiamo i 32 eroi cubani caduti il 4 gennaio a Caracas, combattendo l'imperialismo Usa e difendendo la rivoluzione con la vita".

La cerimonia è stata filmata e pubblicata sui canali social del collettivo, sorge spontaneo chiedersi se l'ateneo ne sia a conoscenza e, qualora l'iniziativa non fosse stata autorizzata, se la targa (abusiva?) che inneggia alla dittatura venezuelana verrà rimossa.

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