«La marcia su Roma il 28 ottobre del ’22 è una data storica, quindi se abbiamo delle persone che si interessano di storia e che vogliono ripercorrere quei momenti storici, non vedo quale sia il problema». Mentre Roberto Vannacci riabilita così la marcia su Roma nel giorno della presentazione di Carmelo Burgio a sindaco di Milano, prosegue il «fuggi fuggi» da Futuro Nazionale.
Dal Veneto alla Calabria, passando per le Marche fino alla Sicilia, sono centinaia i militanti che, delusi dal generale, hanno abbandonato il suo progetto politico. Il caso più eclatante è Paolo Talla Diop, militante marchigiano di colore esperto di immigrazione. «Nelle Marche ci aspettavamo un partito nuovo e invece ci siamo ritrovati il peggio della politica che già c’era con un coordinatore regionale nominato dall’alto su cui aleggia il sospetto che abbia taroccato le tessere», dice Diop sfogandosi con Il Giornale. «Il suo vice vicario ha la residenza in Svizzera e, se questo è il partito che dice prima gli italiani, allora partiamo proprio male...», aggiunge sempre più sconsolato. «Futuro Nazionale non rappresenta quello che dice di essere», attacca Diop secondo cui «Vannacci ha sbagliato tutto perché ha messo i volti peggiori della vecchia politica e li ha rimessi in piedi». L’ex vannacciano non ha dubbi: «Non possiamo dire che siamo il nuovo. Stiamo raccogliendo gli scarti degli altri partiti». E sui leader nazionali dice: «Alemanno? ha tradito la destra e ha abbandonato i suoi vecchi amici per seguire la sua carriera personale».
In Veneto già diversi referenti dei comitati di Futuro Nazionale stanno lasciando per approdare a Italia Domani di Marco Rizzo. Tra questi vi è Marco Guglielmin di Gaiarine, in provincia di Treviso, che dice: «Non mi piaceva più né la struttura né la linea politica che sta seguendo il partito». E ancora: «Futuro Nazionale mi ha deluso perché di concreto non c’è niente», conclude Guglielmin anticipando che almeno in 30 seguiranno la sua scelta. «Sono passato con Rizzo perché credo sia ora di finirla con la contrapposizione destra-sinistra e, insieme a me, passeranno una 40ina di ex vannacciani», gli fa eco il siciliano Roberto Puleo che proprio ieri ha dato le sue dimissioni da Futuro Nazionale per un problema di mancata meritocrazia. «In Sicilia è stato nominato responsabile regionale il deputato Calderone, ex Forza Italia, che fino a qualche mese fa si diceva favorevole allo ius soli», spiega Puleo che attribuisce la colpa di tutto questo al coordinatore nazionale Simoni. Ma non solo. «In Calabria ci sono almeno 40 referenti di comitati pronti all’uscita, in Puglia sono 15 e in Campania una decina così come nella Toscana di Vannacci, mentre in Emilia se ne contano 4-5 e in Piemonte una ventina», conclude Puleo.
