Proprio nel giorno del comizio del contestato comizio di Roberto Vannacci a Genova, ben seicento militanti calabresi abbandonano Futuro Nazionale. Si tratta di tesserati appartenenti ai Comitati 144 e 1067 di Lamezia Terme, che hanno lasciato il partito alla "luce degli ultimi avvenimenti con un sentimento di profonda amarezza sorto in seguito alle varie nomine imposte dai vertici, non tenendo conto delle scelte democratiche dei vari comitati". Una decisione che è apparsa come un "tradimento dei principi espressi dal generale Vannacci in occasione della due giorni di Roma", dove si è sempre parlato di meritocrazia. L’accusa è chiara: la "base popolare del partito - si legge nella nota - non è stata presa in considerazione, soprattutto in una terra difficile come la Calabria, dove fare politica è sempre complicato". I tesserati si dicono "delusi e stanchi di essere presi in giro per l'ennesima volta, da falsi profeti, bravi a parlare" ma che all'atto pratico dimostrano di "voler tutelare solo la posizione della sporca dozzina" garantendo loro un "buon posizionamento alle parlamentari, per continuare a godere di privilegi e grossi stipendi senza portare risultati". Tutto questo avviene nel giorno in cui il deputato Domenico Furgiuele diventa ufficialmente coordinatore regionale di Futuro nazionale.
Intanto, il comizio di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è iniziato con un’ora di ritardo a causa di alcune centinaia di manifestanti antifà che sono scesi in piazza in segno di protesta per impedire lo svolgersi dell’evento nel quartiere Albaro di Genova. A tal proposito il generale ha commentato: “La piazza è blindata perché qualcuno ha minacciato di mettere a ferro e fuoco la città, non certo per Roberto Vannacci". E ancora: "Il linguaggio è libero, quello che fa paura sono le azioni, a casa mia al linguaggio si risponde con le idee e con altre comunicazioni". L’europarlamentare ha detto di vergognarsi “di vivere in un Paese dove per fare un comizio dobbiamo svuotare le caserme di mezza Regione”. E ha aggiunto: “Non ci raccontino che è colpa di Vannacci, è colpa delle minacce arrivate dalla sinistra, ci siamo messi d'accordo con le forze dell'ordine per spostare il comizio a Genova da via Cesarea a piazza Leopardi e ci hanno inseguito anche qui".
Vannacci, ancor prima di iniziare il suo comizio, ha attaccato Silvia Salis, sindaco di Genova, che ha definito "vergognosa" la parola remigrazione: "La parola remigrazione fa parte del vocabolario italiano ed eventualmente le spieghiamo anche cosa vuol dire, se lei ne ha vergogna non la pronunci, mica la obbligo". Poco dopo, invece, ha affrontato il tema della sicurezza chiedendosi: "Come mai il sindaco di Genova ha eliminato la possibilità per la polizia locale di utilizzare il taser che salva le vite? Perché l'alternativa al taser è il caldo piombo, un piombo rigorosamente di fabbricazione italiana". E, poi, ha incalzato Salis con altre domande: “Dove sono quelle ordinanze contingibili e urgenti che ha preso per migliorare la sicurezza della sua città? Dove sono le attività che dovrebbe svolgere per migliorare la sicurezza delle sue città? Allora, invece di lamentarsi continuamente che il governo non svolge la sua funzione, cominci a mettersi in gioco lei personalmente".
Per quanto riguarda, invece, sulle mosse future ha spiegato: "Futuro Nazionale a oggi ha detto solamente che si presenta come principale interlocutore del centrodestra, ma non ha richiesto alleanze, quindi va avanti per la propria strada, persegue i propri principi e i propri valori, ha già stabilito delle linee rosse che non sono negoziabili. Poi, le alleanze si faranno".
L’europarlamentare nega anche di essersi rifiutato di sedersi a un tavolo con Matteo Salvini e ha detto di essere disposto a prendersi un caffè non solo con Antonio Tajani, ma “con chiunque”, persino Potere al Popolo e Genova Antifascista che oggi lo hanno contestato. "Io non ho problemi a discutere con qualsiasi persona, la forza delle idee sta nella capacità di poterle argomentare, non di proibirle o censurarle come vorrebbero fare i manifestanti”, ha detto.