Intesa, a Torino cresce la fronda a Benessia

Si va verso la resa dei conti alla Compagnia di San Paolo, principale azionista di Intesa Sanpaolo: tredici consiglieri su ventuno chiedono di verificare la sussistenza del rapporto di fiducia con il loro presidente, Angelo Benessia. Tutto questo alla vigilia della prima riunione del consiglio di sorveglianza della banca, che oggi indicherà i membri del comitato nomine, a cui toccherà proporre consiglieri e vertici del consiglio di gestione. La nomina spetterà poi al consiglio di sorveglianza, presieduto da Giovanni Bazoli. I tempi previsti sono di completare l’iter entro la settimana.
«La palla è in mano al presidente Bazoli che ha diffuso una lettera e noi siamo molto rispettosi», sottolinea il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, disposto a mettere la mano sul fuoco su una decisione unanime degli azionisti della banca. «Sono assolutamente sicuro - afferma - che si troveranno le soluzioni migliori con il massimo di compattezza, anzi intendo dire di unanimità, tra le fondazioni». Plaude Benessia, secondo il quale le fondazioni saranno capaci di essere unite «privilegiando sempre l’interesse primario della banca». Dichiarazioni che sembrano spianare la strada ad Andrea Beltratti, candidato presidente indicato dalla Compagnia di Sanpaolo. Ma forse per Benessia è troppo tardi per poter gioire. La tensione a Torino è alle stelle. Dopo le polemiche esplose con il no di Domenico Siniscalco, candidato dalla Compagnia per la presidenza «alla pari» con Beltratti, l’ente torinese deve indicare un altro nome. La riunione del comitato di gestione dell’ente è prevista per oggi e, secondo indiscrezioni, il secondo nome sarà quello di Roberto Firpo, già manager del San Paolo di Torino. Così Benessia vorrebbe chiudere la partita, che esclude definitivamente il presidente uscente, Enrico Salza.
E intanto ha già convocato il consiglio generale, per il 19 maggio, con all’ordine del giorno quelli che qualcuno chiama «temi da convegno», come il rapporto tra la fondazione e la banca partecipata, il ruolo delle fondazioni bancarie, e della Compagnia in particolare, nei rapporti con le istituzioni, la politica e le rappresentanze sociali.
Non è proprio quello che hanno in mente i 13 consiglieri su 21 (ma il numero - dice qualcuno - potrebbe essere anche più alto): vogliono che la riunione si tenga non oltre il 10 maggio con un ordine del giorno che ha tutte le caratteristiche di una mozione di sfiducia. Al primo punto infatti c’è «la disamina e la valutazione dell’operato del presidente e del comitato di gestione, con particolare, ma non esclusivo riferimento alla questione del rinnovo dei vertici della banca conferitaria». Al secondo punto «le determinazioni in ordine alla conferma o meno della fiducia nei confronti del Presidente e dei componenti del Comitato di Gestione e l’assunzione immediata di ogni decisione inerente e conseguente». Fonti della Compagnia confermano l’intenzione di non cambiare quanto previsto nella convocazione del 19 maggio, ma è improbabile che Benessia, al di là della data, possa «non prendere atto - afferma il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta - che la maggioranza del consiglio lo ha sfiduciato».
In ogni caso la riunione si dovrebbe tenere dopo che i giuochi per i vertici di Intesa saranno fatti. Per questo è difficile pensare che ci siano gli spazi per un ritorno in giuoco di Salza. Anche perché, nel frattempo, il nome di Beltratti avrebbe riscosso la necessaria fiducia da parte della altre fondazioni. Ma, visto il susseguirsi di colpi di scena, è impossibile escluderne altri.

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