Nel mondo delle fiere il calendario è tutto. Si lavora per edizioni e appuntamenti che tornano. Con il nuovo Piano strategico 2025-2030, Italian Exhibition Group sceglie di guardare oltre l'evento più vicino, verso il lungo termine.
Dopo due anni chiusi sopra le attese, il gruppo quotato su Euronext Milan non si limita ad aggiornare i numeri, alzare gli obiettivi, ma riscrive l'orizzonte d'azione.
Il via libera del Consiglio di amministrazione è arrivato a inizio febbraio con un messaggio chiarissimo: la fase della ricostruzione post-pandemica è alle spalle. Ora si tratta di crescere, e farlo con metodo. "L'aggiornamento del Piano conferma con decisione la direzione intrapresa", spiega l'amministratore delegato Corrado Peraboni, parlando di una crescita soprattutto organica, accompagnata da un'accelerazione internazionale e nazionale. "In questo percorso - sottolinea Peraboni - proseguono gli investimenti sulle venues di Vicenza e Rimini, a sostegno dell'evoluzione dell'offerta e del posizionamento competitivo del Gruppo". Guardando al 2030, l'ambizione è esplicita: ricavi tra 360 e 365 milioni di euro e un margine operativo lordo tra 100 e 105 milioni. Numeri che raccontano una traiettoria più che un traguardo, sostenuta da un tasso di crescita annuo atteso di circa il 7% sia sul fatturato sia sulla marginalità.
Il primo motore della strategia resta il portafoglio fieristico. Ieg punta ad allargarlo, non solo a renderlo più robusto. Almeno una nuova fiera all'anno, rafforzamento dei brand di punta, sviluppo degli eventi di seconda fascia e acquisizioni selettive. Insomma, l'obiettivo è diversificare i ricavi e aumentare il profilo internazionale delle manifestazioni, integrando servizi digitali a maggior valore aggiunto.
Ma è oltreconfine che il Piano cambia ritmo. Brasile ed Emirati Arabi diventano piattaforme di consolidamento, con nuovi lanci e acquisizioni, mentre mercati come Turchia e India rappresentano il fronte di espansione più ambizioso, presidiato attraverso operazioni di M&A. A fare da collante, una piattaforma commerciale unica pensata per mettere in rete tutte le fiere del gruppo, a partire dall'Italia, ma anche all'estero.
In questo disegno, il capitale umano non è un capitolo accessorio. People & Culture è infatti uno dei pilastri del Piano: formazione continua, sviluppo delle competenze critiche e politiche di retention sostengono una struttura organizzativa stabile, capace di reggere l'aumento di scala senza perdere efficienza.
La crescita, però, rimane al centro. Il Piano prevede investimenti per circa 210 milioni di euro, finanziati in larga parte con risorse proprie e una progressiva riduzione della leva finanziaria. Anche la politica dei dividendi riflette questo equilibrio, con un payout minimo del 20% dell'utile netto.
A rendere credibile la rotta sono i numeri del preconsuntivo 2025:
ricavi attesi a 265 milioni di euro e margini intorno al 27%, nonostante l'assenza di grandi eventi biennali. In questo modo Italian Exhibition Group non sta solo guardando al prossimo evento, ma a disegnare il suo futuro.