Ira del Vaticano, Bagnasco chiama Farinella

Ira del Vaticano, Bagnasco chiama Farinella

(...) sempre in prima linea contro la sua stessa Chiesa, non ha potuto far altro che convocare d'urgenza don Farinella in Curia. Per don Paolo la situazione si è rivelata particolarmente grave, essendo egli il promotore di tale appello letto da molti come un sì all'eutanasia, e non solo: come i lettori del Giornale ricorderanno, lo scorso luglio don Farinella partecipò ad un incontro a Palazzo Tursi con Beppino Englaro in cui si schierò pubblicamente a favore dell'eutanasia. In tale occasione don Farinella fu osannato tanto da Englaro quanto dai membri dell'Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) la cui posizione è notoriamente discordante da quella della Chiesa. Chiesa e Vaticano da cui don Farinella più di una volta si è dissociato: evitato l'incontro con Benedetto XVI in occasione della sua visita a Genova, le prediche dal pulpito di San Torpete non lo hanno mai risparmiato da violente critiche.
La lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede d'altronde parla chiaro: invita vescovi e superiori dei sacerdoti «dissidenti» a un immediato richiamo all'ordine ed eventualmente a punirli. La colpa dei firmatari - sempre secondo la Santa Sede - sarebbe quella di aver dato la loro adesione ad un testo giudicato contrario alla dottrina cattolica, dal momento che ammette la possibilità di rifiutare alimentazione e idratazione. L'aggravante è che il testo è stato pubblicato su MicroMega, cioè una rivista in ritenuta in Vaticano laicista ed anticlericale.
Paolo Flores D'Arcais, direttore di Micromega, commenta con queste parole la notizia dell'iniziativa vaticana: «Questa ennesima intimidazione contro la coscienza che a parole viene ritenuta sacra fa parte di uno smaccato scambio simoniaco tra la Chiesa e Berlusconi: anti-testamento biologico subito da una parte, ammorbidimento delle polemiche sui comportamenti pagani di Berlusconi dall'altra». Don Farinella, dal canto suo, rende da ieri pubblicamente noto il suo incontro con il cardinale dello scorso 7 agosto, incontro che fino a pochi giorni fa era rimasto assolutamente riservato su richiesta dello stesso cardinale ma che don Farinella ha ritenuto di dover in parte divulgare ora che è stata resa pubblica l'inquisizione della Santa Sede nei suoi confronti.
Il parroco di San Torpete annuncia così su Micormega che, pur non condividendo affatto i metodi del Santo Ufficio nei suoi confronti, preparerà la sua difesa, inviando per iscritto al cardinale tutti i testi che giustificano la sua posizione in merito alla legge sull'alimentazione e l'idratazione e in merito al testamento biologico. O, per usare l'espressione conforme all'ufficiale, in merito alla sua presunta «eterodossia sul tema della vita e della morte». E conclude mettendo nero su bianco quella che suona proprio come una abiura verso le sue pregresse opinioni: «Riconosco, e non ho mai messo in discussione, l'autorità che, nella Chiesa, esercitano il Papa, i vescovi uniti con lui, attraverso il magistero straordinario e ordinario». Ma con una piccola postilla: «Ciò non toglie che mi avvalgo ancora del diritto di valutare in forza del principio della “gerarchia delle verità”» .
Si saprà nei prossimi mesi l'esito della difesa di don Farinella. C'è da dire, a chiosa di ciò, che la lettera della Santa Sede può far presagire aria di scomunica in quanto si rifà a precedenti casi: restando in Italia si può ricordare la questione «legge sul divorzio» del 1974 quando furono molti i preti schierati pubblicamente per il «No» a subire la sospensione a divinis; oppure la cosiddetta «Lettera ai cristiani» del 1989 in cui si chiedeva una attuazione più decisa del Concilio Vaticano II: gran parte dei 63 teologi che firmarono tale lettera vennero allora puniti.