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Jackson, le foto delle prove mostrano che era in forma

Le foto delle prove scattate 48 ore prima della morte; le ultime immagini di Michael Jackson sul palco durante le prove del megatour che avrebbe dovuto partire domani hanno fatto il giro del mondo. Le immagini mostrano la popstar che canta e balla, magrolino sì ma non devastato dallo sforzo, non certo emaciato al limite dell’anoressia, né calvo come è stato dipinto in questi giorni. E poi, a sorpresa, saltano fuori 100 ore registrate su nastro delle prove allo Staples Center di Los Angeles, di come lavorava scrupolosamente per tornare sul trono del pop. Ora ci sono le prove visive da studiare, non si può più barare. Vedremo se Jackson era in forma, se non in grado di rinverdire i fasti di Thriller, quantomeno di convincere il suo «popolo», oppure era tenuto in piedi a suon di «aiutini». Partiamo dalle foto, che sono state diffuse dalle agenzie di tutto il mondo. Jackson è ritratto in abiti di scena sul palco e non sembra particolarmente provato, anzi, il Sun s’è sbilanciato scrivendo che «era in grande forma». «Era nella migliore forma degli ultimi due anni», rincarano dal suo management, e l’autore delle foto, Kevin Mazur, commenta: «Sono stato felice di vedere che il magico Michael Jackson era tornato». 48 ore prima della fine quindi tutto a posto, nessun presagio, nessun allarme almeno apparentemente. Anche Ed Winter, vicecoroner incaricato dell’inchiesta, sembra smentire che il corpo della popstar fosse imbottito di pillole e segnato da decine di iniezioni. Insomma è vero o no che è stato ucciso dai farmaci? «Non so da chi o come siano saltate fuori certe informazioni - dice Winter - ma sono inesatte e per molti particolari del tutto false». Dunque non era a rischio, o addirittura in fin di vita, come molti quotidiani, soprattutto inglesi, hanno subito sentenziato? Certo un tour massacrante come questo - fa venire in mente il film Non si uccidono così anche i cavalli? - avrebbe messo ko chiunque. Bisognerà comunque attendere ancora per scoprire le vere cause della morte e le registrazioni saranno un documento fondamentale.

Com’era la voce? E i suoi movimenti che hanno cambiato la storia del ballo moderno? Era ancora un’icona o un burattino tenuto in piedi dai fili? C’è da lavorare per gli inquirenti ma, nella tragedia, potrebbero esserci anche buone notizie per i fan. Siccome l’industria del caro estinto non si ferma mai, secondo l’Hollywood Reporter in quelle 100 ore c’è materiale interessante e sufficiente per registrare almeno due album.

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