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L’ASSICURAZIONE SULLA VITA

(...) settimana, ha cambiato il logo. Ma oggi cambia il suo rapporto con la nostra città. Non più società ospitata da Genova, ma società genovese a tutti gli effetti, soggetto e non complemento oggetto della nostra città e della nostra regione.
Soprattutto, l’ingresso così pesante di Finmeccanica nel Carlo Felice è in qualche modo un’assicurazione sulla vita di quel che di Finmeccanica è rimasto a Genova e in Liguria: Selex Communications, Ansaldo Energia, Ansaldo Sts, Elsag e Oto Melara, oltre alla neonata Ansaldo Nucleare. Presenze importanti, vive e vitali, in qualche caso rivitalizzate da un nuovo management.
Presenze che - in un panorama genovese e ligure dove le chiusure di aziende sono all’ordine del giorno - sono un’assicurazione sulla vita del futuro industriale della nostra città e della nostra regione. In un quadro che si impoverisce di giorno in giorno, Finmeccanica è e resta una grande ricchezza.
Infine, ovviamente, l’ingresso di Finmeccanica è un’assicurazione sulla vita dello stesso Carlo Felice. E il merito va a anche e soprattutto al sovrintendente Gennaro Di Benedetto, con cui spesso, su queste pagine, abbiamo incrociato le sciabole dialettiche sul significato e sul concetto stesso di cultura e sui suoi pianti per i tagli dei contributi. Ma a cui va riconosciuto lo straordinario merito di aver salvato un Carlo Felice agonizzante.
Prima di lui, il teatro dell’opera genovese era in coma, vittima di una programmazione intellettualista, elitaria e snobistica.

Di Benedetto ha riportato una concezione popolare, nel senso più bello che la parola sa avere, a teatro. Non è una cosa straordinaria. Anzi, crediamo sia la normalità. Ma, a Genova, è comunque un miracolo. E allora accendiamo un cero a san Gennaro.

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