L’assist di Zucconi da Radio Capital: «Un movimento per non pagare più»

Il contribuente stufo della tv in salsa santoresca batte Topo Gigio. La battaglia anti-canone sorpassa a destra la campagna fuffa «per la libertà d’informazione», leggi distruggi-Cavaliere. Il cortocircuito ormai ha contagiato l’antenna di punta dell’ingegner De Benedetti, Radio Capital. La rubrica del mattino s’intitola «Risponde Zucconi», cioè il direttore, praticamente un invito a nozze per il telespettatore che si crede truffato dal balzello targato Rai.
A microfono aperto, ieri s’è potuto ascoltare lo sfogo di un anonimo abbonato. Come gli altri, ha quel posto in prima fila che garantiva il vecchio spot della tv pubblica. Purtroppo per lui. «Sono tra quelli che ha visto Annozero e mi sono accorto che è una trasmissione che serve solo a parlar male di Berlusconi». Veniamo al dunque: «Se non pago più il canone Rai che cosa può accadere? Perché ho intenzione di non pagare ciò che non mi interessa». Ma la vera sorpresa è la replica dell’americanista di Repubblica, corrispondente storico dagli Stati Uniti, nonché direttore del sito internet del quotidiano, nonché punto di riferimento per chi odia e odierà Silvio: «Se smetti di pagare il canone avrai una serie infinita di rotture di scatole. Piuttosto si dovrebbe creare un movimento che non paga più il canone». Forse Vittorio Zucconi (nella foto) non l’aveva previsto, ma è proprio quanto sta accadendo dopo l’appello del Giornale. «Perché se allora ci sono 300mila italiani, un milione, due milioni di cittadini che non lo pagano più - suggerisce - lo Stato certo non può andare a caccia di tutti e piombare i televisori...». Davvero l’adesione che non t’aspetti. Vittorio Feltri ha trovato un alleato inedito.
Per completezza Zucconi ci tiene ad aggiungere una personale postilla alla questione del pluralismo nel servizio pubblico: «Però non è giusto nemmeno pagare il canone per trasmissioni che parlano bene di Berlusconi. Non importa che il premier sia attaccato oppure difeso, gli italiani dovrebbero poter assistere a delle libere, autentiche discussioni su che cosa fa il governo. Questo dovrebbe fare una televisione». Ecco, appunto, adesso qualcuno cambi canale.