L’INTERVISTA MILLY CARLUCCI

MilanoNiente, Milly Carlucci non si ferma mica: parla come una mitraglietta della Miss Italia che presenterà su Raiuno dal 12 settembre. Implacabile. Ed efficiente. «Intanto saranno tre serate invece di quattro» dice subito. E nemmeno sta troppo a sottolineare che lei sarà la prima donna a presentare lo show in cui le donne si mettono in mostra, lo stesso che ha accompagnato la storia italiana in quattro fasi: prima è stato liberatorio (dall’incubo della guerra), poi osannato (ai tempi del boom), contestato (già, il ’68 e succedanei) e infine rivalutato (dai Novanta in poi). Adesso il motto metterà tutti d’accordo: «La bellezza è un talento». L’importante, come si dice, è saperlo individuare e poi soprattutto non sprecarlo.
Non sarà facile, cara Milly Carlucci.
«Noi partiamo dalla bellezza, certo. Ma deve essere illuminata dalla personalità».
Si spieghi.
«Faccio un esempio: nella moda ci sono tante ragazze alte 1 e ottanta e con 40 di taglia. Ma solo una diventa, per dire, Claudia Schiffer».
Quindi?
«Chi sceglie di partecipare a Miss Italia ha il sogno, magari anche embrionale, di entrare nel mondo dello spettacolo. Bene, allora deve dimostrarlo».
In che modo?
«Il nostro obiettivo, e noi stiamo lavorando su questo progetto sin da aprile, è non eleggere una miss che balli una sola stagione. Cerchiamo l’XX factor, il fattore doppia X che fa di una donna una vera Miss Italia».
In sostanza saranno tre giorni di provini.
«Esatto, un talent show. Sono quasi dei casting divisi per tre settori: moda, tv, cinema. Un altro dei nostri motti è: le donne non sono tutte eguali».
Perciò?
«La prima sera abbiamo diviso le ragazze in quattro gruppi da 15, individuate e vestite in modo diverso e immediatamente riconoscibile. Basta con l’infornata di concorrenti tutte eguali e indistinguibili».
Ma sono sessanta e non cento come sempre?
«Le abbiamo ridotte a 60, che diventeranno 40 nella seconda puntata e 20 nella terza. Durante la prima sera, patrocinata dall’Istituto per il Commercio con l’Estero, eleggeremo il volto della moda. Nella seconda, che ha il patrocinio dei Beni Culturali, la miss rappresenterà il nostro cinema e potrà anche seguire dei corsi a Cinecittà».
E la terza?
«Chi vincerà sarà il volto che ci rappresenterà anche all’estero. Un po’ come accade alla Marianna in Francia. E il patrocinio è del ministro del Turismo».
Allora in sala a Salsomaggiore arriverà anche il ministro Brambilla?
«No, non ci saranno politici».
Una giuria però è obbligatoria.
«E mica la cambiamo tutte le sere come in passato. Stavolta è fissa».
Chi c’è?
«Saranno esperti di tv, cinema e moda. Per ora gli unici certi sono Ricky Tognazzi e Guillermo Mariotto».
Quello del Lato B.
«Mi ha raccontato che quel caso è stato esagerato. Lui non si riferiva al lato B inteso soltanto come glutei, ma al portamento di una lady visto da dietro».
Ma si vedrà?
«Certo, la nostra è una esplorazione a tutto tondo delle candidate, quindi nella prova bikini si starà attenti al lato A e pure a quello B. Non c’è intenzione morbosa ma non bisogna sminuire l’importanza della prestanza fisica a Miss Italia».
Ci mancherebbe: sminuire no. Ma aggiungere sì.
«Se ti faccio un provino, mi devi saper affascinare. Mica farmi cascare le braccia».
Elementare.
«Però tante ragazze mi chiedono consigli».
Prima regola?
«Avere le idee chiare, sapere che cosa si vuole. Altrimenti tutto rischia solo di rivelarsi una grande illusione».
In ogni caso avrete anche tanti ospiti.
«E saranno tematici, non avremo in scena solo chi era disponibile al momento».
Qualche nome?
«Nessun nome perché non ci sono ancora contratti firmati. Ma saranno musicisti e personalità di primissimo piano anche del gossip. Arriverà pure qualche stilista, tutti inseriti in quel fil rouge che sarà la mia Miss Italia».

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