L’officina del libro scopre i suoi segreti

Un libro non nasce per caso. È da questa elementare (ma sacrosanta) verità che è partito Marino Sinibaldi per dare forma e spessore alla prima edizione della Festa del libro e della lettura che si apre domani mattina con un incontro dedicato a Boris Pahor. Giornalista e conduttore di fortunate trasmissioni radiofoniche sui libri (Farenheit su tutte), Sinibaldi ha intercettato la domanda più ricorrente nel popolo dei lettori: come si fa un libro, cosa c’è dietro la copertina e la pubblicazione di un volume. D’altronde di festival sulla letteratura se ne fanno già tanti (e Roma in questo vanta un rispettabile ruolo di comprimaria con Letterature alla Basilica di Massenzio) e anche l’ego degli autori è coccolato e omaggiato abbastanza con incontri pubblici di ogni tipo. Quello che invero mancava è proprio una kermesse che rispondesse alle domande più ricorrenti in chi poi i libri li compra e apre davvero. Per rispondere a tutte queste (e altre ancora) domande Marino Sinibaldi ha reclutato scrittori di chiara fama, giovani autori, critici, editori e librai. Gli autori che da domani animeranno dibattiti e incontri al Parco della Musica sveleranno quindi i segreti del loro mestiere, parlando di ispirazione, tecniche di scrittura e di tutte quelle piccole abitudini quotidiane su cui spesso si fonda un libro di successo. Oltre al già citato Pahor, interverranno Abraham Yehoshua, Chico Buarque, Philippe Forest, Cathleen Schine, Muriel Barbery, Cees Nooteboom, Irvine Welsh, Alberto Arbasino, Erri De Luca, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Niccolò Ammaniti e Fabio Volo. Più che di un’unica scrittura, quindi, si parlerà di differenti modi di esprimersi letterariamente. Alcune di queste domande, poi, sono divenute col tempo dei veri tormentoni. Alessandro D’Avenia, Christian Frascella, Nicola Lagioia, Mariolina Venezia e Simona Vinci è il piccolo drappello di «giovani scrittori» che (domani alle 15) proverà a dare adeguate risposte alla domanda «Come si scrive il primo libro?».
La letteratura oggi vive, però, di scambi continui anche con gli altri mezzi di comunicazione. E da questo presupposto parte l’incontro in calendario il 26 cui parteciperanno i più autorevoli esponenti della «blogosfera»: Diego Bianchi (Zoro), Giovanna Cosenza (Disambiguando), Alessandro Gilioli (Piovono rane), Peter Gomez (Voglio scendere), Luca Sofri (Wittgenstein). A loro il compito di ricordarci che il libro non è più un oggetto isolato. Lo sguardo di «Libri come» non si ferma però alle stelle più luminose del mondo della letteratura (gli scrittori). L’Auditorium si offre, infatti, come punto d’incontro per tutti i protagonisti della filiera dei libri. Gli editori - principali intermediari tra scrittori e lettori - aprono le porte dei loro uffici, passando in rassegna tutte le tappe necessarie a trasferire un testo dal computer dello scrittore agli scaffali di una libreria: la selezione dei titoli, la stampa, la promozione. Incontri e tavole rotonde (per esempio, «Come si decide di pubblicare un libro», venerdì 26 marzo alle 15 al Teatro Studio) permettono di fare luce su un mondo che di solito rimane confinato dietro le quinte. I lettori, infine, diventano osservatori privilegiati di dialoghi e incontri di condivisione di esperienze in un grande laboratorio di approfondimento che è il cuore pulsante di «Libri come», il Garage. Uno spazio unico di 2.200 mq dove si concentrano presentazioni di libri e autori, conferenze e vetrine editoriali.
Gli eventi sono a pagamento al costo di 2 euro. Per informazioni sui prezzi e sulle modalità di acquisto dei biglietti: 06 80241281. Il programma dettagliato è su www.auditorium.com

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