da Roma
Casini no, come alleato forse non cè più. «Ricucire con lUdc? Parliamo di cose serie - taglia corto Gianfranco Fini -, cioè di sicurezza e di Finanziaria». La Cdl invece, checché ne dica il leader dei centristi, quella cè ancora. «La Casa delle libertà non è morta - sostiene il presidente di An - . Quello che è accaduto sabato scorso dimostra che il centrodestra, cioè la Cdl, esiste tuttora e si fa sentire». Quanto a Casini, per carità, nessun fatto personale, ma politico. O di qua, o di là: «Gli italiani vogliono un sistema bipolare in cui si dica quali sono le coalizioni, quali i valori e quali gli alleati. Non cè spazio per terzi o quarti poli, né per tornare indietro».
LUdc decida. «Pier Ferdinando - incalza Fini - ha detto saggiamente di non voler polemizzare con me e io, altrettanto, non intendo litigare con lui. Cè unopposizione che ha delle tattiche diverse, però confido che al di là delle incomprensioni e delle diverse valutazioni, prevalga la consapevolezza che dividersi fa solo il gioco della sinistra». Dunque «in mezzo» non cè posto: «O si sta con il centrodestra, o si sta con il centrosinistra».
Fini e Casini sincrociano sul palco di piazza Santissimi Apostoli, per la manifestazione dei sindacati autonomi di polizia contro la manovra, e ottengono unaccoglienza molto differente. Fischi per il leader centrista, che diventano applausi quando parla contro i tagli e contro la commissione dinchiesta sui fatti del G8 di Genova, cori da stadio per il capo di An. E la piazza batte le mani pure a Bobo Maroni. «Il compito dellopposizione è proprio questo - spiega Fini - . Sono venuto a esprimere doverosa solidarietà perché quando perfino i servitori dello Stato sentono la necessità di manifestare chiedendo di combattere il crimine con risorse e mezzi adeguati, lopposizione ha lobbligo di esserci. Laccoglienza riservata a me e Maroni dimostra che quando eravamo al governo non abbiamo mortificato gli uomini in divisa con pochi euro di aumento».
Niente sconti quindi per Palazzo Chigi. «Quella che scende per strada - insiste Fini - è unItalia che non accetta che un presidente del Consiglio troppo nervoso dica che chi non lo capisce è impazzito. Qui non ci sono pazzi, cè un governo che deve prendere atto che non rappresenta più la maggioranza del Paese». Questa la linea: Casini dovrà prenderne atto.
Ma Francesco Storace invita alla prudenza: «Se non si recupera lUdc la situazione diventerà molto seria e drammatica. Rischiamo di dover prenotare piazza San Giovanni per i prossimi dieci anni». Gianni Alemanno vede ancora spazio per unalleanza con i centristi: «Casini ha più volte ripetuto che non ha alcuna intenzione di passare dallaltra parte. Io credo che ci ritroveremo tutti insieme a fare opposizione al governo Prodi».
Pure Forza Italia tiene la porta aperta. Però, puntualizza Sandro Bondi, «il superamento della Cdl è possibile solo verso il traguardo del partito della libertà, non vedo altre prospettive». Nel frattempo «la Cdl non finisce», aggiunge. «Guai se noi ci dividessimo nei confronti del governo.
Lultimatum di Fini allUdc «Con noi o con lUnione, non esiste un terzo polo»
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.