Mancava proprio la serie su Mussolini tratta dai libri di Scurati per completare la linea editoriale de La7, una rete che vive dell'informazione orientata a sinistra, e che negli anni ha preso il posto della Telekabul di Raitre. E infatti ieri Urbano Cairo, patron del gruppo televisivo, durante la presentazione dei palinsesti della prossima stagione, ha annunciato l'arrivo di M-Il Figlio del secolo in autunno: otto puntate in quattro serate introdotte e commentate da Corrado Augias. Insomma, la serie evento della scorsa stagione (una dichiarata accusa sul pericolo del ritorno del fascismo) andata in onda su Sky, sarà vista per la prima volta in chiaro, cioè non a pagamento, su La7: nessuno degli altri broadcaster si è fatto avanti e, dunque, la rete se l'è presa. Serie che, tra l'altro, non avrà un seguito perché Sky ha deciso di non realizzare le successive stagioni tratte dai bestseller di Scurati. "Ma la nostra non è una scelta politica - risponde Cairo a chi gli fa notare che andrà in onda nell'anno elettorale - noi ragioniamo solo per interesse commerciale, se ci sono state tante persone che l'hanno vista su Sky, vuol dire che ce ne saranno tante anche su La7". E aggiunge: "Noi manteniamo sempre la stessa linea editoriale, libera e indipendente, e questa scelta sta pagando: La7 è cresciuta sempre di più, fino a diventare terza rete nazionale nel prime time". Non la pensa allo stesso modo Enrico Mentana, che del successo della rete e del suo Tg è stato il fautore. "La7 si è trasformata in una televisione anti-Meloni - aveva ragionato al Festival di Dogliani - la nuova Raitre (da cui ha preso la maggior parte di conduttori), nel senso che tutti i programmi hanno la stessa impostazione e gli stessi ospiti (di sinistra)". Che ne pensa l'editore? "Noi non abbiamo mai fatto sconti a nessun governo, da quando sono editore ricevo costantemente telefonate da chi governa. Invitiamo tutti i protagonisti della politica italiana, alcuni vengono, altri no. Un tempo c'erano Lerner e Santoro, oggi Cazzullo e Gramellini, non pericolosi bolscevichi...". E per quanto riguarda il futuro di Mentana, il cui contratto scade a dicembre 2026 (e di cui si era già vociferato un addio in passato), Cairo non si sbilancia. "Spero che resti con noi, ma è lui che deve decidere".
Per il resto, il palinsesto de La7 resta uguale, "squadra che vince non si cambia". E così, Telekabul ritroverà da settembre i soliti Floris, Formigli, Gruber, Augias, Zoro. Ezio Mauro si dedicherà a due speciali, uno sulla presa di Capitol Hill e uno su Trump del secondo mandato. Il più moderato Cazzullo tornerà con 12 puntate di Una giornata particolare. Poi uno speciale sulla P2 con Fabrizio Gifuni, il film The apprentice sulle origini di Trump e il doc Mister nobody against Putin. Finalmente, sarà messa in piedi una vera piattaforma digitale e si continuerà a puntare sul canale La7Cinema.
Non poteva mancare il capitolo ricorrente sulla discesa in politica di Cairo, nella forma di sindaco di Milano, lui ci scherza e in conclusione
dice: "Non è il mio terreno di gioco". E aggiunge: "Anche un genio come Berlusconi in politica ha potuto fare di meno che come imprenditore". Comunque, "i sondaggi su di me sono stati fatti. E sono alti, anzi altissimi...".