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L'anima a stelle e strisce per una meccanica elvetica

Le radici Usa della Casa sono richiamate nelle nuove interpretazioni del Chronograph H

L'anima a stelle e strisce per una meccanica elvetica
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Hamilton, alla fine degli anni '60, fu protagonista sul fronte dello sviluppo della cronografia meccanica d'avanguardia, in primo luogo, con la partecipazione al progetto 99 che, assieme a Heuer, Breitling e Dubois-Dépraz, portò al lancio, il 3 marzo 1969, del Calibre 11, il primo cronografo automatico a rotore decentrato della storia dell'orologeria da polso (lo montò sul Chrono-Matic, nel 1969). Prima, comunque, nel 1968, la Casa di Lancaster (Pennsylvania, USA) presentò, al fine di ottimizzare la qualità/prezzo, i Chronograph A e B del 1968, con un'estetica allora in auge, ad affissione bi-compax e centrata sul quadrante panda, bianco con contatori neri azurée (versione A) e nero con contatori bianchi (variante B); immancabile la scala tachimetrica periferica, mentre i pulsanti erano a pompa. Il meccanismo manuale impiegato era il calibro Valjoux 7730 e, per garantire la suindicata competitività, contenere i costi e rispondere all'affermazione dei movimenti al quarzo, Valjoux aveva rinunciato al prestigio della ruota a colonne, per concentrarsi su varianti con smistamento a camme e innesto orizzontale. Il calibro Valjoux 7730 presentava, comunque, caratteristiche di robustezza e riscontri dignitosi in termini di precisione: 18.000 alternanze/ora, 45 ore d'autonomia e indicazione dei minuti crono su 30 o su 45 unità. Un simile insieme tecnico-estetico è stato ripreso da Hamilton (dal 1974, di proprietà dello Swatch Group), a partire dal 2020, nell'inevitabile contesto della collezione American Classic, con il Chronograph H, le cui ultime varianti hanno inaugurato le novità della Casa destinate al 2026. Sottolinea Francesca Ginocchio, dallo scorso ottobre CEO del marchio (era stata Brand Manager per l'Italia dal 2004 al 2013): "Stiamo focalizzando sempre di più la comunicazione sul cinema e sulla sua naturale evoluzione, ossia il gaming, con collaborazioni a 360° calibrate sui personaggi di storie quali Far Cry 6, Death Stranding 2, Call of Duty Black Ops7 e, la più recente, Resident Evil Requiem, in cui ci siamo spinti ben oltre il mero product placement, ma sul fronte del prodotto puntiamo ad affermare fortemente anche il concetto American Classic, un heritage che abbiamo implementato, aprendo una boutique proprio a Lancaster ad inizio 2025, per raccontare il cuore della nostra storia". Tornando ai modelli, i nuovi American Classic Chronograph H, su cassa in acciaio da 40 mm (14,35 mm di spessore), con pulsanti a pompa, anse geometriche, fondello chiuso a vite e impermeabilità fino a 100 metri, sono stati declinati su tre varianti di quadrante panda, ossia verde e marrone fumé, e blu, con scala tachimetrica periferica, affissione bi-compax su contatori argenté a finitura azurée e tocchi arancioni o sulla luminescenza o sulle sfere crono. Riguardo, al meccanismo, coerentemente con la storia, il calibro H-51 è manuale (derivato dal Valjoux 7753), con smistamento della cronografia sempre a camme e innesto a pignone oscillante: 28.800 alternanze/ora e integrazione della spirale Nivachron dalla resistenza superiore ai campi magnetici ed alle variazioni di temperatura.

La riserva di carica è di 60 ore, la regolazione fine avviene su racchetta, ed imponente è il ponte del dispositivo cronografico con finitura personalizzata da Hamilton. I cinturini sono in pelle traforata, intercambiabili con il bracciale.

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