Lavoro, governo va sotto: sì a emendamento Pd

L'aula della Camera ha approvato un emendamento del Pd al ddl Lavoro collegato alla Finanziaria
su cui il governo aveva espresso parere contrario.
Con 222 sì e 214 no la maggioranza è stata battuta, decisive le assenze di molti dei deputati

Roma - Assenze decisive. Maggioranza battuta a Montecitorio su di un emendamento del Pd al disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, recante deleghe al governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonchè misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro. Sull’emendamento il governo aveva dato parere negativo. L’emendamento è riferito all’articolo 10 del testo: sopprime delle norme contenute nel decreto sul diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca del 2008, relativo alle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori. Il relatore Silvano Moffa ha chiesto una pausa dei lavori dell’assemblea di 15 minuti "per valutare gli effetti determinati sul testo dall’approvazione dell’emendamento", approvato per le assenze nei banchi della maggioranza. L’opposizione è contraria alla sospensione, ma la richiesta è passata per cinque voti.

Assenti decisivi Al netto dei deputati in missione, la cui assenza era quindi prevista e giustificata, in totale 72, al Pdl sono mancati 57 voti, pari al 21%, gli assenti della Lega erano 10, il 16%, anche uno dell’Mpa. Tra i deputati più noti che non hanno partecipato al voto ci sono Niccolò Ghedini, Gabriella Carlucci, Stefano Caldoro, Denis Verdini, Lucio Stanca, Italo Bocchino, Antonio Martino. A causa delle assenze i partecipanti al voto erano in totale 436, pari al 69%. Hanno votato a favore dell’emendamento su cui il governo aveva dato parere contrario tutti i gruppi di opposizione, Pd, Idv e Udc, in totale erano 222, per la maggioranza i voti sono stati 214.

E' la 36esima bocciatura "Il governo e la sua maggioranza sono stati battuti oggi alla Camera per la 36esima volta dall’inizio di questa legislatura". Lo sottolinea la capogruppo del Pd nella commissione Cultura, Manuela Ghizzoni, prima firmataria dell’emendamento su cui è stata battuta oggi la maggioranza alla Camera. "Con il voto di oggi il Pd ha ottenuto che le risorse delle università rese disponibili dai pensionamenti vengano utilizzate per assumere ricercatori a tempo indeterminato e non per attivare i contratti di ricerca introdotti dalla legge Moratti nel 2005 - spiega Ghizzoni -. Insomma abbiamo ottenuto che a fronte dei pensionamenti vi siano posti sicuri bocciando in questo modo anche la linea del ministro Gelmini".

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