In tempi di polarizzazioni muscolari, muoversi tra i confini, giocare tra le linee, non è solo un esercizio di stile. Ma può diventare anche lo spunto per riflettere sull’attualità. Partendo da una Londra sospesa tra monarchia e repubblica si può arrivare a interrogarsi su una Roma scossa da un referendum sulla giustizia, per finire a lambiccarsi su una Washington alle prese col dilemma inedito di un Commander in Chief che spesso somiglia a un giocatore di poker ma che per qualcuno, soprattutto tra i suoi oppositori più tenaci, è semplicemente “matto”. Riflettere, appunto, su quello che si muove in un mondo che sembra impazzito, con la Storia (quella con la S maiuscola) che ha ricominciato la sua marcia - al netto delle visioni di fine millennio alla Francis Fukuyama su una sua fine anticipata - è quello che succede sfogliando le 240 pagine di ‘Exit-Queen-Scacco alla Regina’, il romanzo di Francesco Spartà e Marco Ubezio, in libreria dal 10 aprile per ‘Bonfirraro Editore’. Un mix di generi per un assortimento inedito tra gli autori. Spartà, che è giornalista dell’AGI appassionato di Esteri ma non solo, e Ubezio, avvocato con all’attivo una biografia sulla Regina Elisabetta scritta per Garzanti insieme ad Alberto Mattioli, fondono un registro con l’altro, mescolando il romanzo distopico, il thriller politico, la satira.

E, allora, bisogna immaginare una Regina Elisabetta II alle prese con un referendum che può spodestarla, voluto da un premier laburista in salsa populista. Con il corollario di un Paese spaccato tra Nord e Sud, destra e sinistra, tradizione e improvvisazione, giovani e anziani, metropoli decadenti e contee rurali. E personaggi sospesi tra i pub dei sobborghi post-industriali e gli stucchi dei Palazzi. Distopia certo, ma con un filo rosso che non manca di assonanze con questo tempo del caos. Dalla Brexit ai bluff di Trump, fino alle conseguenze sulla politica nostrana di un altro referendum, questo sì reale e recente, come quello sulla giustizia che ha disorientato un po’ tutti gli abitanti dei corridoi della politica romana della Terza Repubblica.
Con una domanda, forse maliziosa, sullo sfondo: che succede quando il populismo distruttore arriva dalla sinistra?Ma, soprattutto, questo è l’interrogativo più immediato, che tiene il lettore con il fiato sospeso fino a un finale con colpo di scena: La monarchia britannica può reggere di fronte alla scommessa di un referendum?