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Il sogno del padre

Pubblichiamo, per gentile concessione dell'autore, un estratto del libro Il sogno del padre (Edizioni Tramedoro) di Massimiliano Fiorin

Il sogno del padre

Prima ancora che iniziasse il Novecento, Friedrich Nietzsche aveva preconizzato l’imminenza di una spietata guerra tra i sessi che avrebbe travolto la società europea. A suo dire, questo conflitto permanente sarebbe stato dovuto alla degenerazione di quello che Goethe aveva chiamato l’eterno femminino.

Le sue furono parole profetiche, che oggi i pregiudizi correnti tentano di liquidare con l’accusa di misoginia, di per sé nemmeno la più grave tra le tante che sono state rivolte al filosofo dello Zarathustra. L’origine di tanto livore verso l’altro sesso, secondo i superficiali, si spiega semplicemente con la delusione amorosa che Nietzsche patì per opera di Lou von Salomé, una donna intrigante, colta e intelligente, che fin da giovanissima si era sforzata di filosofeggiare sull’esistenza di Dio e anche per questo aveva immediatamente affascinato l’inquieto pensatore tedesco.

Gli studiosi di Nietzsche ben conoscono una fotografia scattata a Lucerna nel 1882, che ha ispirato una parte della storia che segue. In essa, la giovanissima Lou, pur senza saperlo, ha simbolicamente anticipato temi oggi scontati, ma all’epoca ancora esecrati dai salotti borghesi, come la liberazione sessuale della donna, il libero amore e il ménage a trois, che quasi un secolo più tardi sarebbero dilagati e si sarebbero colorati di femminismo, entrando a far parte dell’esperienza comune e contribuendo in modo decisivo alla odierna crisi del matrimonio.

La Salomé in quel periodo si era accompagnata a Nietzsche e a Paul Rée, all’epoca il migliore amico di quest’ultimo, e aveva addirittura formulato l’intenzione di convivere con entrambi, stabilendo tra di loro una relazione assai più cerebrale che non erotica. Tant’è che, per ispirazione della giovanissima intellettuale di origine russa, il loro triangolo volle rappresentarsi addirittura come una trinità filosofica, blasfema parodia della Trinità cristiana. Nello stesso tempo, tuttavia, la von Salomé rifiutò le appassionate proposte di matrimonio del grande filosofo, che di questo soffrì profondamente.

I tre amici figurano insieme nella sopra citata fotografia, dove Lou maneggia un frustino alle spalle dei due uomini, che così appaiono idealmente come due servitori che trainano il carro sul quale si trova assisa la loro padrona. Un’immagine di tormento e delizia che dimostra come quella intercorsa tra i tre pensatori sia stata una storia privata densa di temi e di simboli psicoanalitici di valore universale. Per contrasto, essa ci ricorda che – quando si tratta della nuova disciplina nata nel secolo scorso con Freud e Jung – è quanto mai decisivo saper «vagliare ogni cosa e trattenerne il valore», per dirla come San Paolo ai Tessalonicesi.

Infatti, a centoquarant’anni di distanza da quei fatti, non si può negare che la guerra tra i sessi prevista da Nietzsche sia ormai divenuta conclamata, e pure cruenta, in tutto il mondo occidentale. Essa ha comportato evidenti fenomeni di disgregazione familiare e sociale, di malessere psicologico diffuso, di impoverimento collettivo e, notoriamente, pure di violenza fisica. La rivoluzione sessuale ha parte di responsabilità per quanto è accaduto, ma per trovare una via d’uscita non sarà mai sufficiente puntare il dito su di essa. Infatti, non solo per reazione al fenomeno, troppi uomini dei nostri giorni hanno iniziato – depressione e violenze fisiche a parte – a non essere più all’altezza del loro compito di custodi dei propri cari, così come del bene comune dell’intera società. Si può dire che essi abbiano perso il contatto con quello che il protagonista di questo romanzo definisce come lo sguardo del padre. È questo il problema più urgente tra i tanti che il nichilismo e il relativismo postmoderno, pure profetizzati dalle opere di Nietzsche, ci hanno lasciato in eredità.

La storia che segue, surreale e anche cinica quanto si vuole, è quindi dedicata a tutti coloro che hanno nostalgia del padre. Non soltanto di quello che non hanno potuto avere, ma anche di quello che, spesso non per colpa loro, vorrebbero diventare senza riuscirci.

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