Libia, allarme dei ribelli: "Massacro a Misurata" Raid Nato su Tripoli: colpito bunker di Gheddafi

La battaglia si sposta a Misurata. Il regime bombarda ogni giorno per molte ore la roccaforte dei ribelli. Questa mattina 23 vittime: la maggior parte sono donne e bambini. Richiesta di intervento con raid mirati alla Nato. Bombe sul bunker del raìs a Tripoli. La Clinton: "Azioni fino alla caduta di Gheddafi"

Libia, allarme dei ribelli: "Massacro a Misurata" 
Raid Nato su Tripoli: colpito bunker di Gheddafi

Misurata - Il massacro di Misurata. È salito a 23 civili uccisi il bilancio degli attacchi del regime con i missili Grad. Lo riferiscono fonti degli insorti libici, specificando che tra le vittime ci sono anche donne e bambini. E i ribelli hanno rivolto un disperato appello alla Nato, chiedendo ai Paesi dell’Alleanza di intensificare gli attacchi contro le forze di Gheddafi, altrimenti a Misurata sarà "un massacro". "Ci sarà un massacro se la Nato non interviene con forza" ha detto un portavoce degli antigovernativi, identificatosi come Abdelsalam, in una telefonata alla Reuters.

Bombardamenti continui Secondo il portavoce, i lealisti stanno ancora bombardando via Tripoli, importante arteria che separa il centro di Misurata dalla parte occidentale della città a 120 chilometri a Est dalla capitale. In mattinata, un'altra fonte degli insorti ha detto che missili Grad sparati dalle forze di Gheddafi in un’area residenziale vicina al porto hanno causato otto morti e una ventina di feriti. In un primo tempo aveva detto che le vittime erano combattenti, poi ha precisato che si tratta di civili. "Continuano a uccidere i civili. Ieri abbiamo perso cinque civili nei bombardamento e 37 sono rimasti feriti. I missili lanciati stamani hanno impedito a una nave del Qatar di attraccare" ha aggiunto. Non è chiaro cosa trasportasse.

Bombe su Tripoli Un raid aereo è in corso su Tripoli. È stata udita una forte esplosione in particolare nel settore di Bab al Aziziya, residenza del colonnello Muammar Gheddafi. Degli aerei sono stati visti sorvolare la capitale libica dalla mattina. Poi, verso le 15, alcuni giornalisti hanno riferito di aver udito dal loro albergo almeno un jet militare sorvolare a bassa quota e subito dopo una forte esplosione provenire dalla zona dove sorge la caserma che ospita il raìs. La detonazione è stata seguita da raffiche dell’antiaerea.

Ma Gheddafi appare in tv La tv di stato libica ha mostrato immagini del colonnello Gheddafi in giro per Tripoli a bordo di una macchina sportiva decappottabile. La "passeggiata" del raìs, secondo il canale televisivo, è avvenuta mentre la capitale libica veniva bombardata dalla Nato. Gheddafi appare in un abito nero mentre spunta dal tettuccio di una vettura in corsa, alzando le braccia in aria in segno di trionfo. Alcune decine di cittadini seguono il veicolo o salutano il colonnello con gesti di vittoria dai bordi della strada. Poco prima, la stessa tv di stato aveva riferito che il raid ha fatto alcuni feriti.

Il sostegno degli Usa "Gli Usa continueranno a partecipare alle operazioni militari in Libia fino alla completa uscita di scena del colonnello Gheddafi". Così il segretario di Stato Hillary Clinton, parlando a Berlino, alla ministeriale esteri della Nato." Nuove voci da dentro e fuori la Libia si sono unite agli appelli perché Gheddafi lasci il potere" ha affermato il capo della diplomazia Usa nel suo intervento a Berlino. "Per parte nostra, gli Usa sono impegnati i questa missione e sosterranno con forza la missione finché il lavoro non sarà stato completato". Alla riunione della Nato, chiamata a fare il punto sull’operazione Unified Protector in Libia, Francia e Gran Bretagna solleciteranno un’intensificazione dei raid. "Non stiamo facendo abbastanza per proteggere la popolazione civile" ha avvertito il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè. Alla vigilia della riunione, il premier britannico, David Cameron, e il presidente francese Nicolas Sarkozy, hanno convenuto sulla necessità di intensificare la pressione militare sul regime, fornendo "i mezzi necessari" ai ribelli anche per il momento non si parla di armi.

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