Libia, i ribelli esultano: "Ora Misurata è libera" Via al primo bombardamento con i droni Usa

Un soldato alla Reuters: "Il Colonnello ordinato di ritirare le truppe da Misurata". Conferma il vice ministro degli Esteri, Kaim. La città è tornata nelle mani dei ribelli, sul terreno restano a combattere le tribù locali. Iniziato il primo raid effettuato con gli aerei Usa senza pilota

Libia, i ribelli esultano: "Ora Misurata è libera" 
Via al primo bombardamento con i droni Usa

Tripoli - Ritiro da Misurata. "Misurata è libera", le forze di Muammar Gheddafi stanno lasciando la città della Libia occidentale, dopo settimane di durissimi scontri. Lo ha annunciato un portavoce dei ribelli libici. Intanto gli Stati Uniti hanno lanciato in Libia il primo attacco con drone. Lo riferisce il Pentagono. Il dipartimento di Stato non ha fornito ulteriori dettagli sull’obiettivo dell’attacco dicendo soltanto che è avvenuto nelle prime ore del pomeriggio. Giovedì sera, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha autorizzato l’invio e l’utilizzo in Libia dei Predator, gli aerei senza pilota da tempo usati dagli Usa nelle operazioni in Afghanistan e Pakistan.

La rivelazione Un soldato libico ferito e catturato dagli insorti a Misurata ha detto che all’esercito è stato ordinato di ritirarsi dalla città assediata e bombardata da mesi dalle forze di Gheddafi. "Ci è stato detto di ritirarci. Ieri ci hanno detto di ritirarci" ha detto alla Reuters il soldato, Khaled Dorman, steso sul retro di un pick up dopo essere stato portato in un ospedale locale. Ieri sera il viceministro degli Esteri libico Khaled Kaim ha dichiarato che le truppe governative, sotto pressione per i raid aerei della Nato, potrebbero ritirarsi da Misurata, circa 200 km a est di Tripoli, e lasciare alle tribù locali il compito di affrontare gli insorti e "porre fine, con le buone o con le cattive" al conflitto nella città ribelle.

In battaglia le tribù L’annuncio di Kaim arriva dopo le notizie sui consistenti successi dell’opposizione nella città e i nuovi bombardamenti aerei della Nato sulla capitale Tripoli. Il vice ministro ha sottolineato che i raid dell’alleanza atlantica hanno impedito ai combattenti fedeli al colonnello Gheddafi di riprendere Misurata e che i leader tribali hanno dato un "ultimatum" all’esercito. "Se non riescono a risolvere il problema a Misurata allora la popolazione della regione entrerà in città" ha spiegato. "La situazione a Misurata sarà attenuata, sarà affrontata dalle tribù intorno a Misurata e il resto della popolazione di Misurata e non dall’esercito libico. La tattica dell’esercito è avere avere una soluzione chirurgica, ma con gli attacchi aerei non funziona". Sono emerse indiscrezioni che alcuni dei siti della città più importanti a livello strategico - compreso l’edificio più alto, il Tameen - sono stati conquistati dai ribelli, che ne ha sottratto il controllo all’esercito. Le forze di Gheddafi avevano utilizzato edifici del genere per riprendere possesso di Misurata, con i cecchini accusati di sparare indiscriminatamente contro le persone. Kaim ha inoltre criticato l’iniziativa dell’America di iniziare a utilizzare i droni, che ha definito una tattica "sporca" che rappresenta "un’ulteriore crimine contro l’umanità".

Liberato l'Asso 22 Finita l'angoscia per gli undici membri dell'equipaggio del rimorchiatore "Asso 22", sequestrato da uomini armati di Gheddafi in Libia il 20 marzo scorso. Nella tarda serata di ieri, infatti, la nave è stata rilasciata e gli otto italiani, i due indiani e il cittadino ucraino a bordo potranno finalmente rientrare a casa. "Asso 22", che si trovava nel porto di Tripoli, ha disormeggiato alle ore 22.45 e ha lasciato il porto alle 23.09. Alle 23.15, il comandante ha preso contatto con una nave italiana della coalizione e si è diretta, a una velocità di dieci nodi, verso l’imbarcazione della coalizione. A bordo di questa sono stati effettuati i primi controlli medici. In una nota, l'armatore della "Augusta Offshore", Mario Mattioli, ha ringraziato la Farnesina e i suoi collaboratori: "Siamo molto felici che l'equipaggio è stato rilasciato. L'ultimo mese è stato un periodo di grande incertezza per noi e, ancora di più, per l'equipaggio e per i loro familiari. Mi congratulo per il fatto che sono riusciti a mantenere il loro equilibrio durante tutto questo periodo. Ringrazio - ha aggiunto - anche tutti i miei collaboratori in 'Augusta Offshore' che si sono impegnati in modo eccezionale in questo periodo. Senz'altro il loro comportamento e professionalità hanno permesso di portare questa vicenda a una conclusione felice. Ringraziamo anche il lavoro costante - ha concluso - svolto dal ministero degli Affari Esteri e la sua Unità di Crisi che ha contribuito in modo decisivo a questo risultato".

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