Liguria, l'ombra dei brogli sulle primarie Democratiche

Dopo Napoli e Roma, ancora polemica sulle operazioni di voto. Cofferati: "Numerose le violazioni"

Liguria, l'ombra dei brogli sulle primarie Democratiche

In Ligura scoppia la bufera sui presunti brogli alle primarie del Pd. Ancora. La storia sembra ripetersi. Dopo la vittoria di Raffaella Paita, la candidata sponsorizzata da Burlando, fresca di conversione al ‘renzismo’, lo sfidante sconfitto, Sergio Cofferati, denuncia presunte irregolarità.

Quello che doveva essere il giorno delle analisi, delle valutazioni, si è trasformato nella resa dei conti: la Commissione di Garanzia, dopo essersi riunita stamattina, è stata riaggiornata a mercoledì dopo avere ricevuto segnalazioni da parte di Cofferati relative a "gravi irregolarità nello svolgimento delle operazioni elettorali". L’ex sindacalista ha dichiarato di non voler nessun annullamento del voto, ma pretende che la regolarità della votazione sia verificata.

Secondo il regolamento delle primarie Pd, gli stranieri possono votare. Ma ad alcune condizioni: residenza in Liguria, permesso di soggiorno e carta d’identità validi. Avranno avuto questi requiti gli stranieri che ieri sono andati a votare per il candidato del Partito Democratico? E, soprattutto, visto che sono ammessi alle urne delle primarie tutti coloro che "accettino di essere iscritti nell'Albo pubblico degli elettori del centrosinistra", perché non rendere pubbliche le liste degli iscritti? Dall'Ufficio Tecnico Amministrativo Regionale (UTAR) fanno sapere che "quell'elenco c'è ma è ancora dentro i cartoni. Genova vuole aspettare prima di divulgarlo". Impossibile sapere quindi chi ha votato e soprattutto quanti extracomunitari sono andati alle urne.

"Se ci sono state situazioni non corrette saranno sanzionate ma va sottolineata la grande partecipazione"- così il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini interviene sulla polemica dei presunti brogli in Liguria. Esclusa comunque qualsiasi modifica futura al regolamento delle primarie, chiudendo la partecipazione ai soli iscritti.

Al seggio di Bolzaneto - secondo il quotidiano La Stampa - c’erano dei rom in coda per votare, e hanno votato. A La Spezia ci sono stati gruppi non piccoli di cinesi in almeno due seggi. Votazioni un po’ tagliate con l’accetta e sospette: ad Albenga su 1500 voti Paita ne ha presi 1300, e Cofferati appena 200. A Pietra Ligure 750 voti lei e solo 50 lui.

Certo, nulla di nuovo per il Pd. Ormai abituati a certe “forzature” elettorali: successe a Napoli con i cinesi nelle primarie vinte da Cozzolino e poi annullate; poi toccò a Roma nel 2013, dove gruppi di rom venivano accompagnati in fila ai seggi.

E la denuncia di Cofferati era arrivata ieri in tempo reale: "Mi hanno segnalato numerosissimi casi di violazione delle regole”, comunicava in tarda mattinata. “L’inquinamento è molto pesante, per i voti della destra, o con il voto organizzato di intere etnie, oltre ai cinesi alla Spezia, i marocchini a Imperia". Così parlò l’uomo che fu di sinistra.

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