L'ulema saudita: no alle nozze combinate con bambine

Niente giustifica il matrimonio forzato tra un 68enne e una 12enne, neanche l'esempio di Maometto che sposò una bambina

Niente giustifica il matrimonio forzato tra un 68enne e una 12enne, neanche l'esempio di Maometto che sposò una bambina: ne è convinto Cheikh Abdallah al-Manie, dell'Alto comitato degli Ulema, dopo il caso di una bimba la cui madre sta combattendo per ottenere il divorzio. Lo riferisce il quotidiano saudita Okaz. «Il matrimonio di Aicha (la bimba di nove anni che sposò Maometto) non può servire da esempio, perché le circostanze dell'epoca erano diverse da quelle di oggi», ha dichiarato l'uomo, in controtendenza con l'abitudine diffusa in Arabia Saudita di giustificare i matrimoni delle bambine con l'esempio di Aicha, chiamata la «madre dei credenti».
Abdallah al-Manie ha inoltre precisato che, secondo alcuni storici, Maometto avrebbe consumato il matrimonio solo tre anni più tardi. La dodicenne, secondo quanto riferito dal quotidiano Al Riyadh, è stata data in sposa, contro la propria volontà e quella di sua madre, a un uomo di 68 anni a Bouraida, a nord di Riad.

La mamma della sposa bambina, il cui matrimonio sarebbe già stato consumato, si è rivolta alla Commissione saudita dei Diritti dell'Uomo (un organismo governativo) per ottenere il divorzio. «Il caso è ora nelle mani della giustizia e non posso dire nulla prima del suo pronunciamento - ha spiegato il capo della Commissione, Bandar al Aiban - Ma spero che una decisione sia presa al più presto».

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